Crolla Piazza Affari: bruciati guadagni del 2018, spread sopra i 230
Ribassi consistenti per le banche, il settore maggiormente esposto al rischio Btp

Lo spread non risparmia nemmeno un campione dell'austerità come un ex funzionario del Fmi. Nel giorno in cui Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review, riceve l'incarico per formare un governo, il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco a dieci anni vola a 235 punti base in chiusura, dopo aver toccato un massimo intraday di 237,2 punti. Non solo. L'incertezza politica comincia a pesare sulle aste di titoli di Stato, con il Tesoro costretto a pagare molto di più in un collocamento di Ctz e Btp indicizzati all'inflazione rispetto a un mese fa.

Il differenziale sfiora livelli che non si vedevano dal novembre del 2013. E sale anche la febbre dei titoli biennali del Belpaese, che sul mercato secondario esplodono fino allo 0,972%, un picco che si allinea a quando il presidente della Bce, Mario Draghi, dovette intervenire per dichiare di essere pronto a fare tutto il necessario per difendere la moneta unica. Quei tempi sembrano ancora lontani, anche perché Francoforte contiene i danni con gli acquisti del quantitative easing, ma i mercati non escludono ipotesi di contagio europeo se la situazione peggiorasse. "Nel caso in cui lo spread si posizionasse in modo convincente sopra quota 200, allora i rischi sistemici sugli asset dell'Unione monetaria europea e anche al di là di essa, probabilmente, aumenterebbero", si legge in un report di Goldman Sachs.

In mattinata il differenziale sembrava offrire una tregua, con un'apertura a circa 190 punti dai 204 punti base di venerdì. Ma la tranquillità dura poco, vittima della volatilità. Lo spread ha una tragua sotto i 220 punti solo quando il premier incaricato Cottarelli parla e ribadisce la collocazione dell'Italia nell'Ue. Schizza subito dopo in alto, non appena il Tesoro registra nell'asta di 1,75 miliardi di euro di Ctz a 2 anni un tasso di interesse dello 0,35%, ovvero 0,63 punti percentuali in più rispetto al collocamento dello scorso 24 aprile. Via XX Settembre vende anche 603,5 milioni di euro in Btpei decennali, indicizzati all'inflazione, con un rendimento più che raddoppiato all'1,28%, ben 0,81 punti percentuali di interessi maggiori.

Le banche italiane, cariche di bond pubblici, soffrono così in Borsa l'ennesima debacle. A Milano l'indice Ftse Mib chiude in flessione del 2,08% e nemmeno le 'big' Unicredit (-3,83%) e Intesa Sanpaolo (-3,24%) si salvano. Nelle ultime dieci sedute il listino generale di Piazza Affari, in piena discussione sul possibile governo 'giallo-verde' tra M5S e Lega, ha lasciato sul terreno oltre 60 miliardi di euro di capitalizzazione.

 

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