Crisi, Unimpresa: Spread risale perché governo non vara riforme

Roma, 10 lug. (LaPresse) - "Le tensioni sugli interessi stanno tornando per una ragione molto semplice: dopo le promesse dei mesi scorsi, i mercati non vedono concretizzarsi le riforme annunciate sul versante economico. Il governo di Matteo Renzi da questo punto di vista corre il rischio di deludere le aspettative degli investitori italiani e internazionali, dedicandosi forse troppo al riassetto dell'apparato istituzionale, come gli interventi sul Senato e sulla legge elettorale, che, seppur importanti, non sono in cima all'agenda degli operatori finanziari". Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, commentando la risalita dello spread sopra 170 punti. Al contrario, secondo una stima del Centro studi di Unimpresa, la discesa del differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi, con un approdo stabile a 130 punti base, potrebbe creare un tesoretto per i conti pubblici del Paese di quasi 10 miliardi di euro in tre anni. Nel primo anno, si otterrebbe un risparmio, sul versante della spesa per interessi sul debito statale, pari a 1,8 miliardi, nel secondo anno il vantaggio salirebbe a 3,6 miliardi e poi a 4,5 miliardi il terzo anno. In totale, i benefici per le casse dello Stato sarebbero di 9,9 miliardi nell'arco di 36 mesi.

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