Crisi, Unimpresa: Risparmi famiglie aumentano di 15,4 mld in un anno

Roma, 18 mag. (LaPresse) - Mentre diminuiscono i consumi e scendono di oltre il 3% le vendite di prodotti commerciali, le famiglie italiane preferiscono accumulare i propri risparmi che, in un anno, sono aumentati di 15,4 miliardi. E' quanto emerge da un rapporto del Centro studi di Unimpresa secondo cui i salvadanai delle famiglie sono passati dagli 854,1 miliardi di euro di marzo 2013 agli 869,6 di marzo 2014 in aumento dell'1,8%; la liquidità degli istituti è invece diminuita di 25,8 miliardi, passando da 346,9 miliardi a 321,1 miliardi in calo del 7,4%. Le banche hanno aumentato di 32,7 miliardi gli investimenti in titoli di Stato. La crisi e i timori di nuovi scossoni finanziari, bloccano i consumi e, nonostante la crescita dei depositi dei cittadini, riducono i fondi delle banche che cercano guadagni facili con Bot e Btp.

CRESCONO I FONDI DI IMPRESE E ASSICURAZIONI. Secondo il rapporto di Unimpresa, basato su dati della Banca d'Italia, anche i fondi delle imprese risultano in crescita con un aumento di 5,1 miliardi da 191,7 miliardi a 196,7 (+2,6%). Vanno su anche quelli di assicurazioni e fondi pensione di 1,8 miliardi da 25 miliardi a 26,8 (+7,3%) e quelli delle onlus di 1,1 miliardi da 22,3 a 23,4 miliardi (+4,8%). Stabili i depositi delle imprese familiari che sono risultati in leggero calo di 133 milioni da 44,5 miliardi a 44,4 miliardi (-0,2%).

CALA LA LIQUIDITA' DELLE BANCHE. Cala la liquidità delle banche di 25,8 miliardi, passata da 346,9 miliardi a 321,1 miliardi (+7,4%). Una diminuzione che pare trovare giustificazione nel contemporaneo aumento degli investimenti in obbligazioni pubbliche: da marzo a 2013 a marzo 2014, infatti, nei portafogli bancari, bot, btp, cct e ctz sono passati complessivamente da 362,8 miliardi a 395,6 miliardi in crescita di 32,7 miliardi (+9,1%).

SCENDONO I FINANZIAMENTI AI PRIVATI. Nello stesso periodo i finanziamenti ai privati sono calati di 30,5 miliardi da 1.461,8 miliardi a 1.431,3 miliardi: una riduzione che interessa sia le famiglie (-6,9 miliardi) sia le imprese (-23,5 miliardi). Le erogazioni degli istituti di credito sono scese, complessivamente, del 2,09% nell'ultimo anno.

LONGOBARDI: BANCHE CERCANO GUADAGNI SICURI. "Analizziamo due fenomeni preoccupanti. Da una parte - spiega il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi - l'aumento delle riserve delle famiglie che preferiscono risparmiare il più possibile, ma così facendo riducono drasticamente i consumi con inevitabili ricadute negative sulle possibilità di ripresa delle aziende italiane, costrette a fare i conti con una domanda in calo e quindi a ridurre la produzione con tutto quello che ne consegue sul versante dell'occupazione. Dall'altro lato, vediamo come le banche, che hanno ridotto i prestiti di 30,5 miliardi al settore privato in un anno, spostano la liquidità in asset sicuri: invece di finanziare imprese e famiglie, gli istituti mettono i soldi in titoli di Stato, con guadagni facili e sicuri, ma basati si un progetto di basso profilo".

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