Crisi, Prometeia: Pil Italia solo +0,3% nel 2014, pesa debito

Roma, 11 lug. (LaPresse) - L'incremento del Pil si fermerà quest'anno allo 0,3%, salendo poi a 1,2% nel 2015 "non solo per l'effetto dei dati storici peggiori delle attese, ma anche per la forza del ciclo internazionale il cui abbrivio è inferiore alle attese e la forza dell'euro che persiste nonostante l'ulteriore allentamento della politica monetaria". Lo si legge nel Rapporto di previsione di Prometeia, che afferma che anche "nei prossimi tre anni, le pre condizioni per il rientro del peso del debito pubblico su Pil si manterranno difficili, a prescindere dalle politiche di bilancio". L'analisi evidenzia che la crescita del Pil nominale, circa il 2,6 per cento medio annuo tra il 2014 e il 2017, decisamente inferiore al rendimento nominale dei titoli di stato a lungo termine (il 3,8 per cento se guardiamo al costo medio del debito pubblico date le ipotesi di riduzione dello spread contenute nella previsione), implicherà un avanzo primario di bilancio di almeno 1,2 per cento del Pil per evitare che il rapporto debito pubblico/Pil aumenti, maggiore dell'1,2 se si vuole che tale rapporto si riduca.

Secondo Prometeia anche il mercato del lavoro condivide l'incertezza che caratterizza questa fase ciclica, in cui segnali positivi e negativi si intrecciano a delineare una situazione difficile da interpretare. Nel primo trimestre l'occupazione è risultata ancora in caduta rispetto all'anno precedente del -1,2 per cento in termini di unità standard, del -1 per cento in termini di posizioni lavorative. Il contestuale aumento dell'offerta di lavoro (+0,2 per cento rispetto al precedente) ha portato il tasso di disoccupazione al 12,7 per cento. In ogni caso a fronte dei quasi 2 milioni di unità di lavoro (1 milioni di posizioni lavorative) perse dal 2007, nei prossimi tre anni se ne potranno recuperare assai meno della metà, così che la disoccupazione scenderà dagli oltre 3 milioni e 200 attuali a 2 milioni e 900 mila alla fine del 2017, l'11,4 per cento delle forze di lavoro.

Praticamente solo il settore dei servizi privati, sottolinea il rapporto di Prometeia, sarà in grado di aumentare l'occupazione l'unico che al termine dell'orizzonte di previsione avrà più occupati rispetto al 2007. Per tutti gli altri settori il bilancio sarà negativo, particolarmente pesante per il settore industriale, che avrà perso circa 800 mila unità di lavoro, ma anche per le costruzioni (-400 mila) e le Ap (-300 mila) le perdite saranno ancora ingenti. Infine, nelle stime di Prometeia, nel 2014 la spesa per interessi passivi si ridurrà ancora anche nei livelli assoluti e resterà sostanzialmente costante nel 2015, coerente con una riduzione del costo medio del debito dal 4.1 per cento del 2013 al 3.8 per cento nel 2015. In termini di Pil la spesa per interessi scenderebbe negli stessi anni dal 5.3 al 5.1 per cento.

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