Crisi, Ocse: Aumentato divario tra ricchi e poveri, anche in Italia

Parigi (Francia), 15 mag. (LaPresse) - La crisi ha acuito rapidamente le diseguaglianze di reddito nei Paesi Ocse tra il 2008 e il 2010, aumentando le distanze economiche a un ritmo molto più elevato rispetto ai dodici anni precedenti. E' quanto emerge dal rapporto presentato dall'organizzazione internazionale con sede a Parigi, che avverte che potrebbero arrivare "ulteriori tagli alla spesa sociale che accrescerebbero ancora disuguaglianza e povertà" nei prossimi anni. Dopo le imposte, il 10 per cento più ricco della popolazione nei Paesi Ocse guadagnava 9,5 volte il reddito del 10 per cento più povero nel 2010, rispetto al rapporto di 1 a 9 del 2007. Il divario è più ampio in Cile, Messico, Turchia, Stati Uniti e Israele e più basso in Islanda, Slovenia, Norvegia e Danimarca. La forbice si è allargata anche in Italia, dove a fine 2010 il 10 per cento della popolazione più ricca aveva un reddito 10,2 volte superiore al 10 per cento più povero, a fronte del rapporto di 8,7 nel 2007. Secondo il segretario generale Ocse, Angel Gurria, "questi risultati preoccupanti sottolineano la necessità di proteggere i più vulnerabili della società, soprattuttomentre i governi cercano di riportare i conti sotto controllo. Le politiche per aumentare la crescita e l'occupazione devono essere progettate garantendo correttezza, efficienza e inclusione". "Riformare i sistemi fiscali - aggiunge Gurria - è essenziale per garantire che ognuno paghi la propria giusta quota e che riceva i benefici e il sostegno di cui ha bisogno". I dati Ocse rilevano che la povertà infantile è cresciuta in 16 Paesi dell'area dal 2007, con un aumento superiore ai 2 punti percentuali in Turchia, Spagna, Belgio, Slovenia e Ungheria.

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