Crisi, Moody's: Italia in recessione anche nel 2014, -0,1% anzichè +0,5%

Milano, 11 ago. (LaPresse/Finanza.com) - Entrata in scivolata di Moody's sull'Italia dopo i deludenti riscontri arrivati dal Pil del secondo trimestre. L'agenzia di rating statunitense ora vede l'economia dello Stivale chiudere il 2014 con un marginale segno meno dello 0,1% rispetto al +0,5% precedentemente indicato. Mancata crescita che mette a serio rischio il raggiungimento degli obiettivi di bilancio con l'Italia che ha indicato per il 2014 un deficit al 2,6% del Pil. Moody's mantiene comunque una previsione di deficit/pil sotto la soglia del 3% per l'Italia nel periodo 2014-2015 attestandosi al 2,7% in entrambi gli anni, ma è concreto il rischio di una revisione al rialzo di tale stima.

Il debito dell'Italia raggiungerà invece il picco al 136,4% del PIL nel 2014 per poi scendere al 135,8% l'anno successivo. Nel secondo trimestre dell'anno il Pil italiano ha fatto segnare una contrazione dello 0,2% dopo il -0,1% del primo trimestre, segnando quindi il ritorno in recessione tecnica.

EFFETTI NEGATIVI SU POLITICA. Secondo l'agenzia di rating Moody's la mancata crescita dell'Italia prevista per il 2014 - che dà la chiusura del 2014 allo -0,1% rispetto al +0,5% - potrebbe ostacolare il piano riforme del governo Renzi. Nella nota pubblicata all'interno del Credit Outlook settimanale l'agenzia di rating vede anche l'emergere di maggiori difficoltà politiche nell'attuazione del piano di riforme strutturali. Italia che già risulta in ritardo rispetto ad altri paesi dell'eurozona a livello di riforme strutturali. "La recessione in Italia avrà effetti negativi sulla politica fiscale e sul clima politico generale, sia a livello nazionale ed europeo - si legge nel report sull'Italia curato da Moody's - con la contrazione dell'economia che minaccia la forza fiscale del governo".

MA 80 EURO SONO IMPORTANTI. In merito a quanto già fatto dal governo Renzi, l'agenzia di rating Moody's rimarca nella nota pubblicata all'interno del Credit Outlook settimanale come il trasferimento mensile di 80 euro per i lavoratori a basso reddito sia una mossa importante e che, essendo entrata in vigore soltanto nel mese di giugno, i suoi effetti si possono registrare ancora per un solo mese del secondo trimestre.

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