Crisi, Federconsumatori: Nel 2013 credito al consumo in calo del 6%

Napoli, 4 ott. (LaPresse) - Come avevamo ampiamente previsto le consistenze del credito al consumo (che registra i debiti delle famiglie per acquisti rateali) hanno registrato nel 2013 una contrazione del 6%. E nel 2014 tale andamento prosegue con una ulteriore contrazione che si può prevedere nell'anno un -5% circa, con un debito complessivo quindi di 99,5 Miliardi di Euro. Si conferma così un andamento estremamente grave e preoccupante, che denota chiaramente la situazione di profonda crisi che le famiglie stanno vivendo: non solo si sono drasticamente ridotte le possibilità di accesso al credito, ma il disagio economico vissuto quotidianamente è tale da non consentir più ai cittadini di indebitarsi. Così l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori sull'andamento delle consistenze del credito al consumo, e cioè dell'indebitamento delle famiglie, dal 2002 al 2013, nonché le previsioni 2014.

La contrazione degli acquisti a rate contribuisce ad accrescere la forte crisi dei consumi, che come rilevato dal nostro osservatorio nel triennio 2012-2013-2014 registrerà un impressionante calo del -10,7%, pari ad una diminuzione complessiva della spesa delle famiglie di circa 80 miliardi di Euro. Su questa tendenza inoltre pesa oltre l'intollerabile clima di incertezza che affligge le famiglie, la questione dell'occupazione oramai giunta a livelli insostenibili e che oltre la questione etica pone il problema del potere di acquisto delle famiglie destinate a far da welfare a figli e nipoti. "Per questo è fondamentale che il Governo agisca immediatamente per un rilancio del potere di acquisto delle famiglie soprattutto attraverso un piano straordinario di investimenti per l'occupazione" dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Un andamento dovuto al fatto che, all'indomani del passaggio all'Euro, per colmare la perdita del potere di acquisto derivante dal forte aumento dei prezzi e delle tariffe, nonché per mantenere gli stessi standard di vita, le famiglie hanno iniziato a ricorrere in misura sempre maggiore all'indebitamento (richiedendo sia prestiti personali, che prestiti per acquisti rateali e persino per andare in vacanza). A partire dal 2009 - 2010, con l'aggravarsi degli effetti della crisi economica, tale andamento ha iniziato a ribaltarsi: le famiglie hanno cominciato a diminuire fortemente gli acquisti, anche rateali passando da 115 Miliardi a 99,5 miliardi con una riduzione del 13%. Il calo più marcato si registra proprio nel 2013, anno in cui le consistenze debitorie son tornate ai livelli antecedenti il 2008.

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