Crisi, Confagricoltura: Ricostruire Paese, vogliamo esserci

Taormina, (Messina) 31 mar. (LaPresse) - "Siamo consapevoli che è questo il momento di ricostruire il nostro Paese e noi vogliamo esserci. L'Italia si salva dalla crisi non solo con il risanamento dei conti pubblici ma anche e soprattutto avvalendosi del contributo essenziale del mondo dell'economia e delle imprese". Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi chiudendo i lavori di Confagricoltura Academy a Taormina, alla presenza dei segretari di Pdl, Pd e Udc, Alfano, Bersani e Casini.

"Serve un processo di crescita che rimetta al centro le imprese - ha proseguito Mario Guidi -. Confagricoltura propone più efficaci modelli di modernizzazione della struttura produttiva; le nostre aziende di punta stanno già tracciando la strada. Ed hanno investito per ammodernare gli impianti e le proprie strutture, per ridefinire le politiche commerciali le funzioni imprenditoriali. Hanno aumentato la propensione verso l'estero. Tra l'altro stanno già tentando la strada della rete. Vanno sostenute nei loro sforzi di crescita". Il presidente di Confagricoltura ha spiegato come l' Organizzazione di rappresentanza sia al fianco delle imprese; ha compiti di programmazione e di visione degli scenari "che deve fare non con lo specchietto retrovisore ma con il cannocchiale per guardare lontano. "Il mondo della rappresentanza deve cambiare e Confagricoltura lo sta già facendo. Serve un ruolo nuovo dell'associazionismo che aiuti le imprese a guardare al cambiamento piuttosto che a difendere l'esistente. Un ruolo proattivo più che protettivo"."Creare e gestire reti" è stato il tema centrale dell' Academy; c'è una intera economia che deve entrare in rete. "Va rimessa in sesto però la 'rete degli enti pubblici' - ha dichiarato Guidi - . Gli enti della Pubblica Amministrazione devono essere una rete di supporto all'economia reale, siano affidati a tecnici che semplifichino la vita delle imprese".

Rivolgendosi pure ai tre segretari dei partiti Guidi ha evidenziato come il Paese chieda "una buona politica: quella che conosce i problemi, quella che entra nelle sfide dell'economia e le gestisce e governa, quella che sa decidere dopo aver ascoltato. Per dire ai cittadini e alle imprese come si vuole di recuperare la posizione nel mondo globale. La crisi ha insegnato che si è rimasti indietro in troppe cose: tecnologie, reti di servizio, energia, istruzione, ricerca". Quindi sulla globalizzazione, Mario Guidi ha detto: "Non è una iattura per i nostri mercati e i nostri prodotti ma resta un elemento da governare Nessuno vuole bloccare le intese commerciali bilaterali ma che almeno siano concepite con una logica 'win win' che preveda vantaggi da ambo i lati".

"Il recupero del Pil è affidato anche alla capacità delle imprese di internazionalizzarsi - ha concluso il presidente di Confagricoltura - . Il viaggio del presidente Monti di questi giorni è un segnale preciso. L'Italia va reinserita nella rete dei commerci mondiali così come oggi si sono trasformati, con una nuova geopolitica, con rapporti di forza economica differenti e tarati sulle due sponde del Pacifico. Rimettere in gioco il Paese, con tutto ciò che comporta anche per il settore agricolo, è una operazione che deve impegnare tutta la nostra economia".

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