Crisi, boom di imprese fallite, +10,3% nel primo semestre 2011

Milano, 13 set. (LaPresse) - Aumenta il numero di aziende fallite in Italia. Nel primo semestre 2011 è cresciuto del 10,3% il numero delle imprese in default rispetto allo stesso periodo del 2010. Il dato è diffuso dall'osservatorio crisi d'impresa del Cerved Group. Il settore più colpito è quello del terziario, nel quale il numero di aziende fallite è aumentato del 16,4%. In controtendenza invece l'industria, che registra un calo del 2,1%.

I casi di bancarotta dei primi sei mesi dell'anno toccano quota 6.400. I dati relativi ai bilanci delle società di capitale indicano che a fallire sono soprattutto imprese che tre anni prima della procedura non avevano depositato il proprio bilancio (circa un terzo del totale) oppure aziende di piccola dimensione (il 44% di quelle fallite nel primo semestre aveva meno di due milioni di Euro di attivo).

Il numero di aziende che ha dichiarato fallimento è cresciuto in misura maggiore nel Centro-Sud (registrando un aumento dell'11,1%) rispetto al resto del Paese (+10,3% nel Nord Ovest e +8,7% nel Nord Est). Il dato è particolarmente influenzato dagli incrementi osservati in Molise (+93%), nel Lazio (+32%), in Puglia (+23%), in Sardegna (+18%) e in Campania (+17%). Il Nord-Est, a differenza di quanto osservato l'anno scorso, fa registrare una crescita delle procedure fallimentari più contenuta (+8,7%) grazie soprattutto al calo osservato in Veneto (-1,5%), mentre l'Emilia-Romagna e il Friuli continuano a soffrire, evidenziando rispettivamente un aumento del 22% e del 18%.

I dati dell'osservatorio indicano tuttavia che nel primo semestre 2011 le regioni con la maggiore frequenza di fallimenti sono: la Lombardia (con un tassodi insolvenza pari a 15,6), il Friuli (14,1), le Marche (13,4) e - nonostante il calo registrato - il Veneto (12,4). Con 513 domande presentate tra gennaio e giugno di quest'anno, il fenomeno del concordato preventivo riporta un calo del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2010: i segnali positivi arrivano soprattutto dall'industria dove per il quinto trimestre consecutivo le domande risultano in calo, infatti le domande del primo semestre 2011 sono inferiori del 18,7% rispetto a quelle delle stesso trimestre 2010.

Nella prima metà del 2011, l'utilizzo del concordato diminuisce tra tutte le fasce dimensionali considerate, ad eccezione delle imprese con un attivo tra i 2-10 milioni di Euro (+6,6% sul primo semestre 2010) e tra le società maggiori, ossia over 50 milioni che hanno registrato un aumento pari al 33,3%. Hanno usufruito meno di questo strumento le microimprese con un attivo tra 0 e 2 milioni (-12,5%) e quelle con un attivo tra i 10 e i 50 milioni (-18,8%).

A livello settoriale le domande diminuiscono nel segmento dei servizi (-5,6%), mentre risultano in aumento tra le società che operano nell'edilizia, anche se in lieve misura (+1,9%). Il panorama che si osserva tra Nord e Sud è molto diversificato: se nel Centro si conta un aumento delle domande del 9,4% e nel Mezzogiorno del 4,7%, nel Nord-Est le domande invece diminuiscono del 8,8% toccando quota -17,7% nel Nord-Ovest, che risente della forte riduzione osservata in Lombardia (-30,8%).

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