Corteo Fiom sfida ordinanza Alemanno

Roma, 21 ott. (LaPresse) - Ha preso il via a piazza del Popolo la manifestazione della Fiom alla quale prendono parte i lavoratori di Fiat e Fincantieri. In piazza sono arrivati anche alcuni esponenti politici del centrosinistra e il segretario generale della Cgil. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, è arrivato alla testa di un piccolo corteo di lavoratori, partito da Porta Pinciana. Sfidando l'ordinanza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, i lavoratori hanno fatto un breve corteo simbolico che pacificamente ha attraversato il parco di villa Borghese. A chi gli chiedeva un commento su questa sfida ad Alemanno, Landini ha spiegato che "in qualche modo in piazza bisognava pur arrivare, mica potevamo volare". "Il risultato dell'ordinanza del sindaco è quella di fomentare i violenti invece di far esprimere alle persone liberamente il proprio dissenso", ha commentato la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.

"Lo sciopero è andato bene là dove gli stabilimenti di Fincantieri erano aperti", ha annunciato Landini. "Siamo contenti - ha aggiunto - di aver dato alla città di Roma la possibilità di difendere il lavoro e di dire le cose che le sono state impedite di dire sabato scorso con la violenza". "In Italia quest'anno - ha denunciato - la Fiat realizza, se va bene, non più di 450mila auto. Le auto nuove, quelle che inquinano meno, sono fatte negli Stati Uniti. Questo vuol dire non dare al nostro Paese una prospettiva di futuro". "Chi non vuole dialogare - ha continuato, rispondendo alle domande dei cronisti - è Marchionne. Il piano industriale lo decide lui e non lo vuole discutere con nessuno. Esce addiritura da Confindustria e vuole decidere lui quali sindacati debbano stare in fabbrica e quali no. Ha rifiutato un tavolo industriale nazionale. Tutti dovrebbero stare dalla nostra parte - ha concluso - in questa situazione".

"Fiat sembra sempre più vicina ad andarsene. Fiat e Fincantieri sono il segno del fatto che in questo Paese non si parla di lavoro", ha sottolineato la Camusso. "Questo Paese - ha aggiunto - non riparte se non riparte dal lavoro". In piazza anche il leader di Sel Nichi Vendola e una delegazione dell'Idv. "L'Italia dei valori - ha spiegato Antonio Di Pietro sul suo blog - appoggia e sostiene lo sciopero dei lavoratori della Fiat, dell'indotto e di Fincantieri" perchè "al contrario di Sergio Marchionne noi pensiamo che scioperare e manifestare sia non solo utile ma anche necessario". "Bisogna che gli attori fondamentali della società, come i lavoratori, si riprendano la piazza, che non può essere quella della guerra, ma la scena del confronto e del dialogo", ha commentato Vendola.

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