Corte Conti: Troppe tasse, evasione oltre 46 miliardi l'anno

Roma, 5 giu. (LaPresse) - Troppe tasse e un livello di evasione fiscale "elevatissimo" rischiano di portare l'Italia verso "il pericolo di un avvitamento" che "deve essere attentamente monitorato, disinnescando il circolo vizioso in cui si potrebbe rimanere intrappolati". E' l'allarme lanciato oggi dalla Corte dei Conti nel rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica, presentato a Montecitorio. "Il sistema impositivo fiscale - sottolinea il presidente di coordinamento delle Sezioni unite in sede di controllo, Luigi Mazzillo - è ancora distante dal modello europeo" e non si è intaccato "in misura decisiva il differenziale in eccesso nella pressione fiscale complessiva, in generale, e nella tassazione dei redditi da lavoro e di impresa, in particolare".

L'evasione, spiega il presidente dell'organismo contabile, Luigi Giampaolino, "resta una piaga pesante" per il Paese, con un vuoto nel gettito fiscale pari a oltre 46 miliardi di euro all'anno per il mancato versamento di Iva e Irap, che segnano un tasso di evasione rispettivamente del 29,3% e del 19,4%. Un fenomeno che ha inciso sullo stesso gettito, al di sotto delle aspettative nel 2011, "penalizzato dalla mancata ripresa dell'economia" e con le previsioni negative destinate "a protrarsi per alcuni anni, dal momento che il vuoto di prodotto apertosi dopo la crisi finanziaria è lungi dall'essere recuperato". Per uscire da questa situazione, Giampaolino sottolinea la necessità di insistere sulla via del contrasto all'evasione e all'elusione, con l'obiettivo di riequilibrare il sistema del prelievo fiscale "conciliando rigore, equità e crescita".

No a nuove tasse, quindi, visto che l'aumento delle aliquote Iva, previsto a ottobre, è "potenzialmente gravido di controindicazioni sul piano economico e sociale". La Corte dei Conti lancia anche l'allarme sulla corruzione nella sanità, dove si verificano "frequenti episodi a danno della collettività" e dove nonostante "i progressi evidenti nei risultati economici", esistono "fenomeni di inappropriatezza organizzativa e gestionale". Per quanto riguarda gli interventi messi in campo dal governo Monti, la Corte esprime apprezzamento per "la decisa accelerazione" sulla spending review e plaude "all'efficacia delle misure di contenimento delle spese", ma sottolinea che la dinamica della crescita è "asfittica" e che quindi "occorre incidere sui fattori che bloccano la crescita, per recuperare, ma solo grazie a maggiori incrementi del Pil, il gettito mancante". Maggiore continuità e convinzione sono invece chiesti all'esecutivo in relazione alla dismissione del patrimonio pubblico "finora carente", con l'obiettivo di abbattere il debito in modo significativo.

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