Corte Conti: Rischio caduta verticale investimenti con Patto interno

Roma, 25 giu. (LaPresse) - Il Patto di stabilità interno "per quanto temperato da meccanismi di premialità introdotti per gli enti virtuosi ma mai seriamente attuati, tende a penalizzare le Amministrazioni più efficienti". Lo sostiene la Corte dei Conti, che ha pubblicato la relazione su 'il Patto di stabilità interno degli Enti territoriali per l'esercizio 2013'. Per i magistrati contabili "la stessa introduzione, a decorrere dal 2014, di un unico tetto di spesa espresso in termini di competenza euro-compatibile non solo potrebbe rendere di più difficile attuazione la gestione dei patti di solidarietà territoriale (il cui ruolo andrebbe invece valorizzato), ma potrebbe anche concorrere a determinare la caduta verticale della spesa per investimenti, qualora non venissero diversificati gli obiettivi della spesa corrente da quella in conto capitale".

Tra il 2009 e il 2013, riferisce infatti la Corte dei Conti, "la spesa delle Regioni a statuto ordinario vincolata al Patto sia costituita, per i due terzi, da spese in conto capitale, senza che la tendenza ad escludere le spese di investimento dal Patto abbia prodotto l'effetto di agevolare gli investimenti regionali". Per i magistrati contabili "questi ultimi, infatti, si sono ridotti molto più rapidamente delle spese correnti (con una contrazione aggiuntiva stimabile nell'ordine di circa 5 miliardi), evidentemente per effetto della loro minore rigidità, che meglio si presta a favorire il raggiungimento degli obiettivi del Patto". "Occorre notare, altresì, come la disciplina del Patto di stabilità per le Regioni a statuto speciale abbia penalizzato gli investimenti in modo più significativo di quanto non abbia fatto la normativa dettata per le Regioni a statuto ordinario, determinando il rallentamento dei pagamenti ed un maggior accumulo di residui passivi", spiega ancora il documento della corte.

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