Corte Conti: Redditometro strumento debole, lotta a evasione ondivaga

Roma, 3 giu. (LaPresse) - Il redditometro ha "limitate potenzialita" contro la lotta all'evasione fiscale. Lo scrive la Corte dei Conti nel Rapporto 2013 sul Coordinamento della Finanza pubblica. "Il clamore mediatico suscitato dal nuovo meccanismo di ricostruzione sintetica dei redditi - sostengono i magistrati contabili - appare francamente sproporzionato alle limitate potenzialità dello strumento e alla presumibile efficacia dello stesso che continuerà, inevitabilmente, a costituire un criterio complementare per l'accertamento dell'Irpef". La Corte dei Conti esprime inoltre un giudizio severo su come i governi che si sono alternati nei cinque anni passati abbiano condotto la lotta all'infedeltà al fisco. Il contrasto all'evasione, sottolineano nel documento, "continua ad essere un elemento centrale e imprescindibile nell'azione di risanamento della finanza pubblica", ma "va ricordato come la strategia adottata dal legislatore nel corso della passata legislatura sia stata caratterizzata da andamenti ondivaghi e contraddittori". Inoltre ci sono "rischi" legati ad alcune delle misure adottate negli ultimi anni per la lotta all'evasione, come lo 'spesometro', ovvero il meccanismo di rilevazione sistematica delle operazioni verso i consumatori finali di importo pari o superiore a 3.600 euro. Per la magistratura contabile lo spesometro potrebbe aver "indotto effetti negativi sui consumi" o, "peggio", potrebbe aver "incrementato la propensione ad effettuare acquisti di beni e servizi 'in nero'".

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