Corte Conti: Corruzione può attecchire ovunque, nessuno è indenne

Roma, 26 giu. (LaPresse) - "La corruzione può attecchire dovunque: nessun organismo e nessuna Istituzione possono ritenersene indenni o al riparo e quindi esenti da obblighi di vigilanza". E' quanto si legge nella requisitoria orale del Procuratore generale della Corte dei Conti, Salvatore Nottola. "Inoltre - aggiunge - nessuna Istituzione che abbia competenze pubbliche può ritenersi scevra da responsabilità di fronte al suo dilagare".

Secondo Nottola "per un efficace contrasto alla corruzione si deve considerare che i contesti in cui essa ha occasione di svilupparsi sono i più vari, non si limitano al mondo degli appalti né all'aspetto della illecita dazione di danaro o di benefici: essa trova facile terreno nell'evasione fiscale e nell'economia sommersa ed è un mezzo congeniale agli ambienti criminali". Inoltre, prosegue il procuratore presso la Corte dei Conti, "un efficace contrasto alla corruzione richiede l'individuazione di tutti i casi che possono derivare dalla corruzione o accompagnarla o esserne occasione: ad esempio, nomine pubbliche al di fuori delle regole, incarichi fiduciari, consulenze illecite o superflue".

Per Nottola "va posta attenzione alle situazioni che favoriscono o celano accordi illeciti: ritardi nelle opere pubbliche che giustificano poi il ricorso a leggi eccezionali, perizie di variante in corso d'opera di dubbia utilità che possono celare dazioni illecite, opacità dell'Amministrazione ed eccesso di oneri burocratici". "A tal proposito, si sostiene che la corruzione è agevolata dall'eccesso di leggi, che causa la moltiplicazione delle competenze e delle responsabilità ed aumenta l'opacità dell'azione amministrativa", conclude.

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