Coronavirus, Piazza Affari e Borse Ue sotto pressione, spread oltre 200 punti
Coronavirus, Piazza Affari e Borse Ue sotto pressione, spread oltre 200 punti

I sindacati minacciano lo sciopero generale, il numero uno di Confindustria Boccia: "Perderemo 100 miliardi al mese"

Piazza Affari e le altre Borse Ue pagano dazio in avvio di ottava complici soprattutto le cattive notizie in arrivo da oltreoceano con il mancato accordo al Congresso USA per il pacchetto di stimolo anti-Covid-19. A Milano l'indice Ftse Mib amplia le perdite e segna un calo del 3,6% a 15.164 punti, peggio fanno il Dax (-4,6%) e le Borse di Londra e Parigi con cali di oltre il 4%. Wall Street che rischia di inaugurare la quinta settimana di panico da Covid-19 con un nuovo brusco calo. I futures USA segnano forti cali con quello sull'S&P 500 a oltre -4% sotto quota 2.200 punti.

In risalita lo spread  tra Btp e Bund che ha aperto a 201 punti con il rendimento del decennale italiano all'1,64%.

L'avvio difficile per Piazza Affari ha visto diversi titoli bloccati in avvio per eccesso di ribasso sul prezzo di controllo. Atlantia scende del 6,7% dopo il balzo di quasi il 20 per cento di venerdì. Tra le banche cali di oltre il 4% per le big Unicredit e Intesa Sanpaolo. Tra i peggiori nella prima ora di contrattazioni ci sono anche i titoli oil con il petrolio tornato a cadere: Eni cede il 3,6% in area 7 euro, oltre -3% anche per Saipem e Tenaris.In forte affanno la galassia Agnelli: -5,7% per FCA a 5,78 euro, -6,4% Exor. Maglia nera al momento CNH che cede oltre il 9%.

SINDACATI: PRONTI A SCIOPERO GENERALE

 "Cgil, Cisl e Uil invitano categorie e Rsu, appartenenti ai settori aggiunti nello schema del decreto che non rispondono alle caratteristiche di attività essenziali a mettere in campo iniziative di lotta e mobilitazione fino alla proclamazione dello sciopero generale". Lo si legge in un tweet della Cisl.
Arriva anche la replica di Confindustria: "I sindacati dicono che sono pronti allo sciopero generale? Non capisco su cosa. Chiedo di guardare alle cose con grande buon senso e il mio appello è di passare dagli interessi alle esigenze, lavoriamo insieme a loro per condividere l'obiettivo di quel decreto. Dobbiamo fare tutto quello che c'è da fare per garantire le filiere essenziali e poi pensare a fare tutto quello che serve perché le altre non chiudano definitivamente. E' nell'interesse del Paese" ha detto in un'intervista a Radio Capital il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Che sulla crisi ha parlato di numeri:  "Se il Pil e' di 1800 miliardi all'anno vuol dire che produciamo 150 miliardi al mese, se chiudiamo il 70% delle attivita' vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni". 

 

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