Gualtieri: "L'Italia vincerà la partita al Consiglio Europeo"
Gualtieri: "L'Italia vincerà la partita al Consiglio Europeo"

Il ministro dell'Economia ottimista: "E' stato un ottimo primo tempo ma dobbiamo ancora dare battaglia". Secca replica a Salvini e Meloni: "Le loro accuse sono grottesche"

Non è ancora finita ma c'è comunque soddisfazione nelle parole del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri dopo la 'campagna di guerra' all'Eurogruppo. “È stato un ottimo primo tempo, naturalmente adesso dobbiamo vincere la partita al Consiglio europeo"”, ha detto. “Sul Mes è stata eliminata ogni condizionalità, si è introdotto uno strumento facoltativo, una linea di liquidità fino al 2% del Pil, si potrà accedere senza condizione”, la precisazione del ministro. “Perché il Recovery plan sia reso operativo occorre il via libera del Consiglio europeo, e qui ci sarà la battaglia più dura perchè l'Italia chiede che abbia una dimensione grande con l'emissione di bond", ha specificato Gualtieri lasciando intendere che manca ancora un passaggio cruciale. “Ci sono dei Paesi che si oppongono alla proposta, ma noi siamo riusciti a metterla sul tavolo. Daremo battaglia al Consiglio europeo e saremo molto determinati".

Il nodo è quello del Mes e la precisazione del ministro dell'Economia è netta: “L'Italia non ha firmato nulla, ha semplicemente consentito che tra le 4 proposte sul tavolo per il Consiglio europeo oltre al Mes con forti condizionalità ci sia anche il Mes senza condizionalità". Una posizione non condivisa dalle opposizioni, in particolare da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. A loro ha risposto Gualtieri: “Le loro sono accuse abbastanza grottesche, forse Meloni e Salvini ignorano che il Mes già esiste e prevede delle condizionalità, cioè la troika. L'Eurogruppo ha proposto, non deciso, che il Mes possa offrire oltre agli strumenti che già offre anche uno strumento incondizionato". L'Italia non si arrende: “Credo che la nostra posizione alla fine prevarrà, come già sta accadendo con i fondi Bei e Sure. Siamo vicini a convincere anche i paesi più riluttanti ad accettare", ha affermato. “Abbiamo sempre detto che serve almeno un trilione, quindi questo fondo per la ripresa deve avere fondi significativi, pensiamo si debba arrivare a 1,5 trilioni, alimentati con titoli comuni”.

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