Fca-sindacati, trovato l'accordo per la ripartenza
Fca-sindacati, trovato l'accordo per la ripartenza

In attesa che il Governo allenti le misure legate al Covid19, la casa automobilistica e le rappresentanze sindacali hanno raggiunto un'intesa per poter ricominciare le produzioni in sicurezza

La Fca si muove. Il Governo sta riflettendo sulla data della ripartenza, inevitabile ancorché graduale, e la casa automobilistica italo-statunitense ha pensato di attrezzarsi per non rimanere al palo nel momento in cui il premier Giuseppe Conte accenderà il semaforo verde per l'industria. Ma garantendo come sottolineato dal Coo della regione Emea di Fca Piero Gorlier le necessarie misure di sicurezza.

La notizia è che è stato raggiunto un accordo tra Fca e i sindacati sulle linee guida da adottare contro il rischio contagio da covid19. Si tratta di una serie di misure che dovrà essere implementata nelle unità produttive attraverso il confronto con le rappresentanze sindacali: alcune già intraprese prima del blocco, altre del tutto nuove che dovranno garantire la massima sicurezza possibile e che hanno ricevuto il parere favorevole del virologo Roberto Burioni.E su questo punto insiste Gorlier: "La salute e la sicurezza dei lavoratori sono le priorità principali di FCA. Il funzionamento del nostro sistema industriale è ovviamente una parte fondamentale per il nostro Gruppo, come dimostrato dai 5 miliardi che stiamo investendo nel piano industriale triennale per l'Italia, ma non ammettiamo nessuna deroga alla sicurezza delle persone".

Oltre al coinvolgimento del virologo più famoso d'Italia, Fca ha annunciato di voler aprire un confronto con le istituzioni locali affinché garantiscano trasporti collettivi adeguati. Infine è stabilito il principio della rotazione nella applicazione della cassa integrazione. Tornando alle misure previste, una particolare attenzione verrà riservata alla igienizzazione e sanificazione degli ambienti, da effettuare prima della ripresa del lavoro e da ripetere periodicamente, il mantenimento delle distanze di almeno un metro sia negli ambienti comuni sia nelle postazioni lavorative, la concessione del lavoro agile (smart working) a chi può lavorare da remoto, la dotazione di mascherine a tutti i lavoratori, la misurazione delle temperature prima di accedere in azienda, tutele per i soggetti più vulnerabili per condizioni di salute, l'adozione di procedure finalizzate a evitare assembramenti nelle mense e negli spogliatoi, nonché nelle fasi di entrata e di uscita.
 

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