Coronavirus, Confagricoltura: Consumatori ci aiutano, comprano italiano
Coronavirus, Confagricoltura: Consumatori ci aiutano, comprano italiano

Lo conferma il Presidente Massimilano Giansanti: italiani comprano in massa prodotti del nostro territorio

 Nei momenti difficili bisogna fare squadra.
Un messaggio che i consumatori italiani sembrano aver recepito. A confermarlo è il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che traccia con LaPresse il momento che sta attraversando questo settore cruciale dell'economia italiana.

DOMANDA. Come sta reagendo il comparto agroalimentare alla crisi del coronavirus?

RISPOSTA. Abbiamo accettato di buon grado e con grande senso di responsabilità quello che ci è stato chiesto. La situazione è indubbiamente difficile. La paura aleggia nelle campagne ma devo fare un grande ringraziamento ai consumatori che stanno comprando in massa prodotti rigorosamente italiani.

D. Quali sono i settori maggiormente colpiti e quali invece stanno riuscendo ad affrontare la situazione?

R. Abbiamo registrato un'impennata degli acquisti di frutta e verdura così come dei prodotti legati al grano e i legumi. C'è invece una flessione relativa ai latticini, all'olio e al vino. Il settore che più di tutti ne esce distrutto è però quello del florovivaismo che sta subendo danni incalcolabili, visto che vede il picco della sua attività proprio in primavera. Parliamo di un comparto che vale 2.5 miliardi euro e impiega circa 40mila persone l'anno.

D. Ritenete i provvedimenti economici presi dal governo consoni all'emergenza?

R. Crediamo che il governo stia facendo tutto il possibile e sia errato caricarlo di responsabilità. Rispetto al 'Cura Italia', dove giustamente si è data priorità al settore sanitario, ci attendiamo di più. Vedremo i prossimi provvedimenti. Ne servono due, uno per mettere in sicurezza il comparto economico e, successivamente, un altro dove si pensi alle misure per la ripresa.
D. Come sia sta comportando l'Unione Europea?

R. L'Ue può dimostrare di essere ciò che tutti noi vogliamo ovvero l'unione dei cittadini. Serve un messaggio chiaro di gestione unitaria sia per quanto riguarda le misure di contenimento del virus che per quelle economiche. E soprattutto bisogna evitare qualsiasi forma di autarchia. In gioco c'è il futuro stesso dell'Unione.

D. Crede che l'agroalimentare italiano riuscirà a rialzarsi al termine dell'emergenza?

R. Abbiamo tutte le carte in regola per ripartire più forti di prima.
La qualità e la sicurezza dei prodotti Made in Italy sono il nostra asset, lo abbiamo dimostrato anche in un momento di emergenza come questo.

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