Coronavirus, Commercio riapra l'11 maggio, pressing delle Regioni
Coronavirus, Commercio riapra l'11 maggio, pressing delle Regioni

Il Governo frena ma è pronto a concessioni per ripartenza di bar e parrucchieri il 18

 Via libera al commercio al dettaglio dall'11 maggio con 1 settimana di anticipo rispetto alla data del 18 indicata dal Governo. E' la richiesta che le Regioni hanno fatto al governo nel corso della Conferenza delle Regioni, che si è riunita ieri pomeriggio in videocoferenza. Tra istanze dei governatori, anche che il 18 maggio sia data possibilità alle Regioni di disporre delle restanti aperture con proprie ordinanze.

 Il governatore della Liguria Giovanni Toti detta la linea su Twitter. "Se le nostre richieste non dovessero essere accolte - ha spiegato Toti - considereremo lese le prerogative delle Regioni. D'altra parte, è quanto deciso stamattina dalla cancelliera Angela Merkel in Germania" .

 Ieri anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, aveva annunciato che il Veneto, dopo aver applicato misure severe fin dall'inizio dell'epidemia, adesso "è pronto a aprire tutto e subito" anche alla luce del "calo dei pazienti ricoverati e in terapia intensiva". "Il quadro epidemiologico e sanitario è cambiato completamente - ha spiegato Zaia - E quindi in Conferenza delle Regioni il Veneto chiederà l'autonomia per poter procedere alle riaperture prima possibile, ovviamente fatto salvo il giudizio del Comitato tecnico scientifico". "Spero quindi che dalla conferenza dei presidenti di Regione oggi esca una richiesta al governo di rivedere le date previste dal Dpcm- era il suo auspicio - : per noi il primo giugno è un'era glaciale, è assolutamente inopportuna".

 Parole a cui ha fatto eco il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. "Trovo personalmente molto difficile giustificare la scelta del governo di permettere l'apertura a aziende con tremila dipendenti e imporre la chiusura a un negozio di borsette - ha detto -. Così si va a infierire su categorie piccole e piccolissime che chiedono di aprire bottega per mantenere la famiglia". Oltre all'apertura anticipata dei negozi e la possibilità di disporre le ulteriori aperture dal 18 maggio con ordinanze proprie, Fedriga ha ribadito che il governo deve indicare regole precise per

permettere alla fase 2 di decollare in piena sicurezza.


 Più cauto, invece, il governatore del Piemonte Alberto Cirio, favorevole alla riapertura del commercio al dettaglio, ma con la possibilità di valutare le scelte in base all'andamento del contagio nelle prossime settimane. Il governatore Cirio, infatti, ha fato notare che "l'Italia ha aree con situazioni diverse" e che quindi le scelte dovranno essere adottate valutando le diverse situazioni e l'aggressività del virus nelle diverse aree d'Italia. I sindaci, rappresentati dal primo cittadino di Firenze Dario Nardella, hanno invitato Stato e Regioni a coinvolgerli prima che vengano emanate ulteriori ordinanze.

 

  Il Governo frena con Francesco Boccia: "Serve prudenza. I dati del monitoraggio del ministero della Salute arriveranno a partire dall’11 maggio, bisogna aspettare le linee guida dell’Inail e gli accordi con le parti sociali per tutelare i lavoratori» il ministro degli Affari regionali, ha poi concesso che dall'11 maggio avverrà l'esame dei dati del monitoraggio del ministero della Salute sul contagio da covid-19. dati in base ai quali il18 maggio ci potranno essere possibili differenziazioni tra Regione e Regione nelle riaperture (bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici), che avverranno anche in base alle linee guida dell'Inail.

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