Coronavirus, Cgia: A rischio default 1,7 milioni di micro imprese-4-

Roma, 1 ago. (LaPresse) - Oltre a dare liquidità, tagliare le tasse e alleggerire la burocrazia è altresì necessario rivalutare il lavoro manuale. Negli ultimi 40 anni c'è stata una svalutazione culturale che è stata spaventosa. Attraverso le riforme della scuola avvenute in questi ultimi anni e, soprattutto, con il nuovo Testo unico sull'apprendistato, alcuni passi importanti sono comunque stati compiuti. Ma non basta. Bisogna fare una vera e propria rivoluzione per ridare dignità, valore sociale e un giusto riconoscimento economico a tutte quelle professioni dove il saper fare con le proprie mani costituisce una virtù aggiuntiva che rischiamo colpevolmente di perdere.

Non possiamo nasconderci, tuttavia, che nonostante la crisi c'è un grande paradosso a cui non riusciamo a dare una soluzione. Mentre tante micro attività chiudono, molti settori, almeno fino a poco tempo fa denunciavano la difficoltà a reperire personale qualificato. Ci sono realtà dove fino allo scorso mese di febbraio si faceva fatica ad assumere autisti di mezzi pesanti, conduttori di macchine a controllo numerico, tornitori, fresatori, verniciatori e battilamiera. Senza contare che nel mondo dell'edilizia è sempre più difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri.

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