Conti pubblici, l'Ue non apre  la procedura d'infrazione contro l'Italia
Conti pubblici, l'Ue non apre la procedura d'infrazione contro l'Italia

Il commissario Ue agli Affari economici Moscovici: "Non è più giustificata, sarebbe controproducente chiedere di più. Ma monitoreremo attentamente sul 2019 e sulla manovra del 2020"

La Commissione europea non avvierà nessuna procedura di infrazione contro l'Italia per violazione delle regole sul debito. A darne l'annuncio è stato lo stesso commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici: "Non è più giustificata in questa fase"

Lunedì sera il consiglio dei ministri ha deliberato il pacchetto di misure anti-deficit, varando il ddl di assestamento bilancio, ma non solo. È stato varato infatti anche un decreto legge che congela le minori spese stimate per i due cavalli di battaglia del M5S e della Lega, rispettivamente il reddito di cittadinanza e quota 100: si tratta di una somma 1,5 miliardi, che espleterà una funzione anti-deficit.

Come risultato delle misura adottate "l'Italia rispetterebbe globalmente le regole del Patto nel 2019 per quanto riguarda lo sforzo strutturale, raggiungendo così la conformità. Effettuerebbe un aggiustamento più grande del previsto e compenserebbe gran parte della deviazione osservata nel 2018", ha spiegato Moscovici. "Per quanto riguarda il deficit nominale, l'Italia rispetterebbe anche l'impegno assunto lo scorso dicembre riducendo il suo disavanzo al 2,04% del PIL nel 2019. Questo è stato un punto importante per noi per mantenere la credibilità di questo accordo".

Per il commissario non ci sono dubbi: "L'Italia compie lo stesso sforzo previsto a dicembre, ma senza crescita. Pensiamo che sarebbe controproducente dal punto di vista economico e del debito pubblico chiedere alle autorità italiane di fare di più quest'anno". Ma avverte: "Non è la fine del percorso. Dovremo continuare a monitorare da vicino l'esecuzione del bilancio dell'Italia nella seconda metà di quest'anno" e il documento programmatico di bilancio che sarà presentato entro il 15 ottobre e e sarà "uno degli ultimi compiti" della Commissione.

Moscovici ha spiegato inoltre: "bbiamo insistito con i nostri interlocutori italiani sulla necessità di rispettare le regole del Patto continuando a 2020 per fornire uno sforzo strutturale significativo. Questo deve passare attraverso la sostituzione dell'aumento dell'Iva, che il governo non vuole attuare, attraverso misure alternative che assicurino il rispetto generale del Patto. Questo richiederà anche un programma di riforme strutturali che consenta all'economia italiana di generare una crescita sufficiente e quindi abbattere il deficit e il debito. Prendo nota con soddisfazione dell'impegno delle autorità italiane".

Infine si è rivolto al premier Giuseppe Conte: "Do il benvenuto alla volontà del Primo Ministro Conte di perseguire un dialogo costruttivo con noi al fine di garantire che il progetto di bilancio sarà conforme al braccio preventivo del Patto. Può stare tranquillo, la mia porta rimane aperta".

Di Maio - "Innanzitutto volevo fare le mie congratulazioni al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per il lavoro svolto ai tavoli europei. È stata evitata una procedura di infrazione che sarebbe potuta ricadere sul Paese, per colpa del Pd. L'Italia non la meritava e l'annuncio di oggi rende giustizia all'Italia e a questo governo". Così il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook. "Non solo, siamo riusciti a portare a casa una casella importantissima come quella del commissario Ue alla concorrenza. Andremo dunque ad occupare un ruolo fondamentale, perché spetterà a noi vigilare sulla corretta competizione commerciale tra Paesi a tutela anche delle nostre imprese e del tessuto produttivo" conclude. 

Salvini - No alla procedura di infrazione? "Io ne ero certo. Bene, adesso proporrò al governo di accelerare sulla manovra per l'anno prossimo". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini arrivando alla Camera per il question time. Con la Flat Tax? "Certo - ha risposto - la Flat tax resta in campo, senza dubbio".

I punti chiave del pacchetto anti deficit approvato in Cdm - Il deficit-Pil atteso per il 2019 torna di nuovo al 2,04%, dopo che nel Def di aprile la stima era stata rivista al rialzo al 2,4%.I ministri che si sono riuniti in CdM hanno concordato sulla necessità di far scendere il deficit italiano di 7,6 miliardi, attraverso un mix fatto di entrate più alte rispetto all'outlook precedente e di minori uscite.Tra le minori uscite, ci sono appunto gli 1,5 miliardi destinati alle due misure tra le principali del contratto di governo, che vengono congelati. Si tratta di risparmi che si sono resi possibili in quanto le domande per il reddito e per quota 100 sono risultate inferiori alle attese. Questo aggiustamento dei conti permetterà al deficit strutturale italiano di diminuire nel 2019 dello 0,3% rispetto alla precedente previsione di un calo pari a -0,2%.

L'assestamento certifica che nel 2019, il conto delle pubbliche amministrazioni registra maggiori entrate tributarie e contributive per 3,5 miliardi di euro e maggiori entrate non fiscali - che comprendono gli utili e i dividendi - per ulteriori 2,7 miliardi.Dal lato delle spese, invece, l'assestamento alloca maggiori risorse (1,15 miliardi) per finanziare l'integrazione del Fondo sviluppo e coesione, il finanziamento del Tpl per 300 milioni, l'integrazione delle risorse per la misura 'Card diciottenni' e per il funzionamento dell'Agenzia dell'entrate. Ulteriori risorse, per 204 milioni di euro netti, sono associate al Fondo politiche sociali, al funzionamento delle Università e al Fondo per il diritto allo studio. 

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