Il premier Giuseppe Conte
Conte va avanti: "Firmiamo il memorandum sulla Via della Seta"

Il premier: "E' un accordo che non ci impegna a nulla se non a prendere in considerazione, decidendo di volta in volta, altre intese di merito". Sul warning della Ue: "Nel memorandum abbiamo preteso e imposto il richiamo ai principi europei"

L'Italia aderisce alla "Via della Seta". "Si firma il memorandum - ha detto oggi il premier Giuseppe Conte parlando con i cronisti appena fuori da Palazzo Chigi - , è un accordo quadro non vincolante non è un accordo internazionale. Sarebbe stato un po' eccentrico non partecipare a questo progetto internazionale, d'altra parte". Conte ha spiegato che si tratta di "una grande opportunità per riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina". E aggiunge: "Non ci impegnano a nulla, se non alla sottoscrizione di volta in volta di accordi che andranno valutati uno per uno"

Poi, Conte ha risposto a qualche domanda: "Una cosa è la tutela degli asset strategici una cosa è la sottoscrizione di un memorandum: non mettiamo a rischio nessun asset strategico. Per quanto riguarda la partita delle reti stiamo adottando tutte le contromisure ma vale non solo per la Cina: per tutti imporremo tutte le cautele e le misure proattive, a qualunque operatore".

Quanto ai warning arrivati dalla Ue sul rapporto bilaterale italiano con i cinesi, Conte ha detto: "All'Ue non devo dire nulla anche l'ultima dichiarazione era serena. L'Italia dei 13 paesi che hanno già sottoscritto" il memorandum sulla via della seta "è l'unico che ha preteso e imposto il richiamo a principi e regole europee. Questo vuol dire che ha una forza propulsiva e da un contributo a tutta l'Ue perché questa infrastruttura molto importante sia compatibile e adeguata agli standard Ue".

Antonio Tajani - "Per quanto riguarda il Parlamento europeo noi siamo stati molto chiari: attenzione all'offensiva cinese in Italia e in Europa, attenzione a cedere porzioni di sovranità nazionale ai cinesi perché hanno un modello sociale economico e culturale che è completamente diverso dal nostro. Non è un'economia di mercato quindi il governo sia molto prudente a non alzare le mani e far invadere l'intero Paese da iniziative cinesi". Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani sul vertice appena terminato a Palazzo Chigi sul memorandum con la Cina, a margine del convegno Aispis "Marzo Europeo". "Detto questo è giusto che le attività commerciali vadano avanti. Attenzione anche agli investimenti. L'Ue ha fissato regole molto chiare per controllare gli investimenti extra Ue in Europa",

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