Consulta: Illegittimo il blocco dei contratti nella Pubblica Amministrazione, ma non per il passato

Roma, 24 giu. (LaPresse) - La Corte costituzionale, riunita da ieri in camera di consiglio, ha dichiarato illegittimo, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, "il regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato".

A renderlo noto è la stessa Corte costituzionale, che ha respinto le restanti censure proposte. Risulta illegittimo, pertanto, il mancato rinnovo del contratto nel pubblico impiego relativamente agli ultimi sei anni.

Non vale per il passato. Il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici è illegittimo, ma non per il passato. Lo ha stabilito la Consulta. "La Corte Costituzionale, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale sollevate con le ordinanze R.O. n. 76/2014 e R.O. n. 125/2014, ha dichiarato, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l'illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato", si legge in una nota. "La Corte ha respinto le restanti censure proposte", riporta ancora la nota.

Il pronunciamento sul blocco delle pensioni. Già nelle scorse settimane la Consulta aveva dichiarato "l'illegittimità costituzionale" del blocco della perequazione 2012-2013 previsto dalla riforma Fornero sulle pensioni del 2011. In particolare era stata dichiarata "illegittima" la norma contenuta nell'articolo 24, comma 25, nella parte che prevede che "in considerazione della contingente situazione finanziaria" la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, "esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 100 per cento".

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