Confindustria: Sisma avrà effetti sul Pil

Roma, 6 giu. (LaPresse) - "Credo che sia abbastanza vicino alla realtà" dire "che ci possa essere uno stop produttivo di almeno 4-6 mesi. Nell'area si produce un po' di più dell'1% del nostro Pil e rischiamo di perdere una qualche frazione di punto di Pil soltanto a causa del terremoto". E' l'allarme lanciato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, parlndo dell'Emilia colpita dal sisma a margine del seminario promosso dall'associazione di viale dell'Astronomia sugli scenari industriali dell'Italia. Con il terremoto, ha spiegato Squinzi, "una parte importante dell'industria manifatturiera italiana è stata colpita. Bisogna ripartire presto per evitare qualsiasi tentazione di delocalizzazione da parte delle imprese straniere, soprattutto nel settore biomedicale". Il leader degli industriali ha poi confermato il bilancio provvisorio del terremoto per il mondo delle imprese: 10mila posti di lavoro a rischio, almeno 500 aziende "che hanno subito lesioni" e "la minaccia che si perdano delle filiere importanti".

Occorre, ha continuato, esaminare la "possibilità che una parte, spero anche consistente, della liquidità della Cassa depositi e prestiti vada nella direzione di favorire il sistema manifatturiero che sta soffrendo un credit crunch importante". Squinzi ha spiegato di aver intenzione di vedere il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, a questo proposito ma non di non averlo ancora fatto. Poi è tornato a sottolineare la eccessiva pressione fiscale in questo momento di crisi economica. "Siamo tutti - ha detto - in grosse difficoltà: il carico fiscale nel nostro Paese, su imprese e cittadini, è estremamente elevato, più degli altri Paesi europei". In merito all'innalzamento delle aliquote Iva, previsto a ottobre, Squinzi ha detto che "se si innalzano ulteriormente, c'è purtroppo il rischio di un aumento dell'inflazione".

In merito al buco nel gettito delle entrate tributarie, Squinzi ha detto: "Credo che il grosso calo del gettito sia dovuto in gran parte al calo del gettito dell'Iva: non sono convinto che questi 3,4 miliardi si possano recuperare incrementando le aliquote Iva. Dovremmo pensare qualcosa di diverso". "Servono approcci meno rigidi all'austerità e alla politica di bilancio: rientrare dal deficit è inevitabile, ma dobbiamo pensare a tempi più ragionevoli".

"Sono terrorizzato - ha proseguito - dalle elezioni in Grecia, che se portassero a un'uscita dall'euro, scatenerebbero la speculazione finanziaria di cui noi saremmo il primo obiettivo". "Noi - ha aggiunto - ci auguriamo che si possa mantenere l'unità dell'Europa e andare nella direzione degli Stati uniti d'Europa, anche se non vedo grandi leader politici che ci diano una spinta per andare in questa direzione. La crescita deve essere la nostra stella polare, in ogni momento e in ogni iniziativa, perché solo con la crescita possiamo aumentare l'occupazione. Stiamo perdendo terreno verso tanti Paesi avanzati: dobbiamo metterci più impegno nell'affrontare le debolezze del nostro sistema Paese e mettere le imprese al riparo dal tallone d'Achille che hanno".

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