Confindustria giovani: Fuori chi corrompe, stop a delocalizzazioni

S. Margherita Ligure (Genova), 6 giu. (LaPresse) - Alle imprese oggi "viene chiesto di fare di più. Di essere esempio di etica, patriottismo e passione civile". Così Marco Gay, presidente dei giovani di Confindustria, nel suo discorso in apertura del 44° convegno di Santa Margherita Ligure. Gay, ha ribadito quanto detto all'assemblea di Confindustria da Giorgio Squinzi: "Chi corrompe esca dalla nostra associazione. Aggiungo, esca anche chi non accetta che il legittimo profitto sia indissolubilmente legato al territorio che lo genera". La delocalizzazione, "non può più essere considerata una qualsiasi opzione imprenditoriale", ha proseguito chiamando a raccolta chi l'ha eletto: "Noi ci impegniamo a non lasciare l'Italia. Chi se ne è andato si impegni a tornare. Lo Stato però sia nostro alleato". "Non ci serve uno scudo fiscale, spiega Gay "vogliamo invece uno scudo industriale". E per incentivare le imprese a rientrare in Italia, Gay ipotizza "un vantaggio fiscale non inferiore al 50% totale del costo del lavoro per 3 anni". Gay ipotizza anche una riduzione temporanea delle tasse sui profitti rimpatriati del 5%.

"Vogliamo un sistema che non tollera corrotti e corruttori, che non sfregia la grande opportunità dell'Expo con l'ennesimo scandalo"ha detto ancora Gay, spiegando poi che la "legge sull'autoriciclaggio non ci spaventa, anzi. Ci aiuta ad eliminare la concorrenza sleale della criminalità organizzata". "Puliamo la fedina penale del nostro Pil, che ci ha penalizzato e ha fatto perdere credibilità al Paese", ha aggiunto. "E' un voto che grida cambiamento e responsabilità, è una fiducia che si misurerà sulle capacità di rispettare gli impegni", ha precisato il presidente dei giovani di Confindustria. Gay ha ricordato come la fiducia concessa in passato ad altri governi, sia stata trasformata in cinismo dalle "rendite di posizione e dalle resistenze al cambiamento". "Noi giovani imprenditori siamo qui per dire - ha chiosato Gay - presidente Renzi lavoriamo uniti. Abbiamo responsabilità distinte, ma insieme possiamo arrivare più lontano".

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