Confindustria: Ancora recessione, ripresa in 2015, Pil -0,4% in 2014. Reagire con più competitività

Roma, 16 set. (LaPresse) - L'Italia non è uscita dalla recessione e la ripresa ci sarà solo nel 2015. E' quanto emerge dagli scenari economici del Centro studi di Confindustria. "In Italia più che di ritorno in recessione si dovrebbe parlare del suo proseguimento, sebbene meno intenso rispetto a quanto accaduto da fine 2011 a metà 2013", si legge nel rapporto del Csc. La contrazione del Pil è iniziata nel terzo trimestre del 2011 e si è protratta fino al quarto trimestre del 2013, "quando vi è stato un marginale recupero dell'attività (+0,1% congiunturale)".

- La contrazione è poi ricominciata, in modo meno marcato, nel 2014: nel primo trimestre il Pil è diminuito dello 0,1% per il contributo negativo di investimenti e scorte, a fronte del sostegno di esportazioni nette e consumi delle famiglie, aumentati per la prima volta in tre anni. Nel secondo trimestre del 2014 il Pil è calato dello 0,2% con il contributo negativo degli investimenti e della domanda estera netta, mentre le scorte e la spesa delle famiglie hanno contribuito positivamente.

CONFINDUSTRIA: REAGIRE CON PIU' COMPETITIVITA'- Il Centro studi di Confindustria rivede al ribasso le stime del Pil: -0,4% nel 2014 e +0,5% nel 2015. Le proiezioni di giugno avevano previsto una crescita dello 0,2% nel 2014 e dell'1% il prossimo anno. "Con il calo del 2014, l'economia italiana registra il terzo arretramento consecutivo seppure molto più contenuto dei due precedenti", si legge nel rapporto del Csc.

Il recupero nel 2015, secondo il Centro studi di viale dell'Astronomia, sarà sostenuto da diversi fattori: l'accelerazione del commercio internazionale, l'impatto positivo derivante dall'Expo, il tasso di cambio più favorevole, la persistenza dell'ampio output gap, l'allentamento del credit crunch, la riduzione del costo del denaro, l'effetto ritardato di alcuni provvedimenti governativi e l'allentamento delle tensioni geopolitiche, soprattutto tra Russia e Ucraina.

L'Italia è ancora in recessione e "si può e si deve reagire tempestivamente con misure di rilancio della competitività e degli investimenti: i risultati arriverebbero rapidamente", sottolinea Centro studi di Confindustria.

"Le tesserine congiunturali - si legge nel rapporto del Csc - compongono un mosaico non uniforme: ci sono alcune parti del sistema italiano che si sono stabilizzate, come l'occupazione, altre che si muovono in lento recupero e altre ancora che continuano ad arretrare".

GOVERNO, INDUSTRIALI: REBUS EFFICACIA MISURE ESPANSIVE -"Rimane un rebus, che il tempo presto risolverà: capire se le misure espansive adottate dal Governo prima dell'estate siano efficaci", si legge nel rapporto sugli scenari economici del Centro studi di Confindustria. "La legge di stabilità - prosegue il rapporto - può rafforzarle operando sul cuneo fiscale e sugli investimenti pubblici e privati".

CONFINDUSTRIA. URGENTE AGIRE CON RIFORME E LEGGE SATBILITA'- Il ritmo della ripresa in Italia "deve essere accresciuto per risollevare l'Italia e rimuovere le conseguenze economiche e sociali della crisi. E' quanto si legge nel rapporto sugli scenari economici del Centro studi di Confindustria. "Percio' - sottolinea il Csc - rimane urgente agire con la legge di stabilità e le riforme nelle direzioni sopra indicate".

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