Confesercenti: Con maxi-aumento Iva consumi giù di 3 mld già nel 2016

Roma, 24 ott. (LaPresse) - "La crisi delle vendite, che colpisce soprattutto i piccoli negozi, si aggrava e viene colpevolmente sottovalutata". Così Confesercenti sui dati delle vendite di agosto diffusi oggi dall'Istat. "Anzi - prosegue la Confederazione - rischia ancora di peggiorare: se dovesse scattare il maxi-aumento Iva previsto dalla clausola di salvaguardia i consumi calerebbero, secondo le nostre stime, di altri 3 miliardi nel 2016, circa 100 euro in media in meno a famiglia. Uno scenario devastante che inevitabilmente porterebbe alla chiusura di altre migliaia di imprese, con pesanti conseguenze sul piano occupazionale e sociale".

Per Confesercenti "il calo delle vendite ad agosto, pure se contenuto, è il quarto consecutivo. In particolare, la situazione delle piccole superfici è gravissima: da gennaio 2012 ad oggi le vendite dei piccoli negozi hanno registrato solo due volte un aumento su base mensile. Ma il calo ormai investe tutte le forme distributive, e ci conferma che le difficoltà del mercato interno si aggravano in continuazione: nonostante i primi segnali di politiche di sostegno al reddito messe in campo dal governo le famiglie italiane, già colpite duramente dalla crisi, temono di impoverirsi ancora di più nel prossimo futuro e risparmiano su tutto". "Una situazione - proseguono i commercianti - generata dall'incertezza per il futuro, inevitabilmente acuita appunto dalla prospettiva di un prossimo maxi-aumento fiscale sui consumi". La Confesercenti ritiene che si sia "bisogno di un piano di intervento serio e articolato per rilanciare il mercato interno. Un piano che preveda una sostanziale riduzione del carico fiscale che grava su consumi e famiglie e recuperi più risorse dai tagli della spesa pubblica. Soprattutto, è indispensabile evitare i pesanti errori del recente passato, come quello dell'aumento dell'Iva, i cui risultati sono stati deludenti in termini di gettito e dirompenti per la propensione al consumo". "Occorre agire - conclude l'associazione - sul versante fiscale in modo tale da alleggerire soprattutto il peso esorbitante del prelievo a livello locale dove invece sarebbe opportuno colpire gli sprechi e le spese inutili. La stagnazione sta distruggendo posti di lavoro, imprese e ricchezza ed è fondamentale dare risposte efficaci ed in breve tempo prima che il mercato interno si trasformi in un baratro senza fine".

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