Il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli
Confcommercio, è allarme sicurezza: per il 25% degli imprenditori la situazione è peggiorata

A fare paura sono soprattutto le minacce con finalità estorsiva: intimidazioni, pressioni psicologiche, richiesta estorsiva o danneggiamento a cose

Fra gli imprenditori italiani è allarme sicurezza. I dati dell'indagine Confcommercio-GfK Italia sui fenomeni criminali parlano chiaro: 1 su 4 si sente meno sicuro, per quanto riguarda la propria attività, rispetto all'anno scorso. Un fenomeno avvertito specie al sud e nei grandi centri urbani. In particolare gli imprenditori mettono l'accento sull'aumento dell'abusivismo (45%), seguito da quello dei furti (38%).

A fare paura sono soprattutto le minacce con finalità estorsiva. Quasi un imprenditore su quattro ha avuto esperienza diretta o indiretta con la criminalità. Fra questi il 9% ha subito personalmente minacce o intimidazioni ed il 21% conosce altre imprese che ne sono state oggetto. Nella gran parte dei casi le minacce subite consistono in pressioni psicologiche (78% in aumento rispetto al 69% del 2017). Meno rilevante ma sempre consistente l'incidenza di chi dichiara di aver subito danneggiamento a cose (36%). Più contenuta (11%), infine, la quota di imprenditori che dichiarano di aver subito violenza fisica. E fra quelli minacciati il 28% ha accettato la richiesta estorsiva, una percentuale che risulta più alta specie nel settore alimentare.

"I fenomeni criminali costano alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi circa il 29 miliardi di euro di fatturato all'anno mettendo a rischio 186 mila posti di lavoro regolari", dice il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Il leader della confederazione delle imprese mette in guardia i suoi associati da una nuova criminalità organizzata, che è diventata "un camaleonte dentro la società" ed è capace di nascondersi anche fra "uomini laureati in giacca e cravatta" che "non si pensa possano essere criminali".
A tal proposito Sangalli auspica un miglioramento della situazione con il nuovo governo. I primi passi, dice rivolgendosi direttamente al ministro dell'Interno Matteo Salvini presente all'evento, sembrano andare nella direzione giusta. "Nel decreto sicurezza ci sono misure che da tempo chiedevamo come Confcommercio e di cui caro ministro ti ringrazio", argomenta. "Avercene di Carlo Sangalli",  la pronta risposta del responsabile del Viminale.

Una joint venture che si pone come obiettivo quello di superare un grande nodo irrisolto: quello relativo all'impunità dei reati. La quasi totalità delle imprese, infatti, ritiene inefficaci le leggi che contrastano i fenomeni criminali (89%) ed esprime parere favorevole sull'inasprimento delle pene (92%). Imprenditori che sperano nella giustizia, e non in quella 'fai da te'. Il 90% infatti non dispone di un'arma di difesa personale ed il 61% non ha neanche intenzione di procurarsela. Alla loro incolumità deve pensare lo Stato.

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