Condannati Fazio, Consorte e Caltagirone

Milano, 31 ott. (LaPresse) - A due anni e mezzo dalla prima udienza, è arrivata la sentenza di primo grado per il tentativo di scalata da parte di Unipol di Bnl, vicenda che ha caratterizzato l'estate del 2005. Il collegio della prima sezione penale di Mialno, presieduto da Giovanna Ichino, si era ritirato in camera di consiglio venerdì scorso e in tarda mattinata ha condannato a vario titolo 13 persone fisiche e 3 società per i reati di aggiotaggio, insider trading e ostacolo all'autorità di vigilanza. Condannato l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte a tre anni e dieci mesi di reclusione e una multa di 1,3 milioni di euro. Per lui i pm Luigi Orgi e Gateano Ruta avevano chiesto 4 anni e 7 mesi e una multa di 1,2 milioni.

Consorte "deluso, amareggiato e frustrato dalla decisione di cui non si capacita" intende ricorrere in appello, annuncia il suo legale Giovanni Maria Dedola. Condannati anche l'ex vicepresidente di Unipol Ivano Sacchetti e l'ed dg della compagnia assicurativa bolognese a 3 anni e sette mesi e una multa di 1 milione di euro ciascuno. "L'odierna sentenza emessa dal tribunale di Milano offre una lettura della vicenda Bnl assolutamente non condivisibile, in quanto non tiene conto delle evidenze emerse nel corso del dibattimento, ma si limita a recepire le infondate tesi accusatorie". Lo hanno sottolineato i legali di Unipol in una nota. La corte presieduta da Giovanna Ichino ha poi condannato a 3 anni e 6 mesi l'ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio che dovrà pagare anche una multa di 1 milione di euro. Per le motivazioni della sentenza bisognerà attendere 45 giorni. Per Fazio, che affida al suo legale, l'avvocato Roberto Borgogno, il compito di commentare la decisione, si tratta di una sentenza "ingiustificata" che lascia "sbiggottiti". Assolto invece l'ex capo della vigilanza di Bankitalia Francesco Maria Frasca. Una decisione che, secondo Borgogno, dimostra "la correttezza della struttura di Bankitalia" e rende ancora più inspiegabile da decisioen di oggi. Per i contropattisti Vito Bonsignore, Francesco Gaetano Caltagirone, Danilo Coppola, Emilio Gnutti, Guido Leoni, Ettore e Tiberio Lonati, Stefano Ricucci, Giuseppe Statuto i giudici di milano hanno disposto una condanna a 3 anni e 6 mesi e 900 mila euro di multa ciascuno.

Tutti i condannati sono anche stati iterdetti dai pubblici uffici per 5 anni e dalla professione, dalla direzione di società e dalla capacità di contrattare con la pubblica amministrazione per 2 anni. Sono anche stati condannati a pagare alla parte civile Bbva una provvisionale di 15 milioni di euro e alle spese legali di 120 mila euro l'ex numero uno di Unipol Consorte e i due ex manager Cimbri e Sacchetti, e i contropattisti Bonsignore, Caltagirone, Coppola, Ricucci i due fratelli Lonati Statuto e l'ex numero uno di Bankitalia Antonio Fazio. Consorte,Sacchetti, Cimbri dobvranno anche risarcire la Consob per 100 mila euro e pagare le spese processuali sostenute dall'autorithy per 30 mila euro. Assolte invece 8 persone: i banchieri Giovanni Alberto Berneschi (Carige), Filippo De Nicolais (Deutsche Bank) , Rafael Gil Alderdi (Deutsche Bank), Divo Gronchi (Pop Vicenza), Giovanni alberto Zonin (Pop Vicenza) oltre all'ex capo della vigilanza di Bankitalia Francesco Maria Frasca, all'ex numero uno di Coop Adriatica Pierluigi Stefanini e a Giulio Grazioli.

Condannate per violazione della legge 231 del 2001 sulle responsabilità amministrative anche Unipol ad una sanzione di 720 mila euro, Banca Popolare dell'Emilia Romagna per 270 mila euro e Hopa per 400 mila euro, oltre al pagamento delle spese processuali. Assolte invece le banche Carige, Deutsche Bank Ag London, Pop Vicenza e Coop Adriatica. In questo processo avevano gia' patteggiato l'ex ad dell'allora Banca Popolare di Lodi Giampiero Fiorani e l'ex direttore finanziario dello stesso istituto Gianfranco Boni. Con la sentenza di oggi si chiude quindi il primo processo su una partita bancaria che arroventò le cronache dell'estate del 2005. Bnl-Unipol non e' solo il processo alla mancata scalata, ma è anche il caso di una famosa intercettazione telefonica tra Consorte e l'ex leader dei Ds Piero Fassino che chiedeva all'ex numero uno della compagnia assicurativa di via Stalingrado "Allora, abbiamo una banca?".

L'intercettazione, non ancora trascritta e coperta da segreto istruttorio, finì sulla prima pagina de "Il Giornale". Per questa vicenda è già stato condannato con rito abbreviato l'imprenditore Fabrizio Favata, condannato a due anni e 4 mesi e al risarcimento per danni morali di 40mila euro all'ex segretario dei Ds Piero Fassino. C'è stata una condanna anche per Roberto Raffaelli, titolare della Rcs, società che aveva messo a disposizione le attrezzature per effettuare l'intercettazione. Per questo procedimento l'editore de "Il Giornale" Paolo Berlusconi è stato rinviato a giudizio con rito ordinario in un processo che prendera' il via il prossimo 10 gennnaio mentre per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accusato di concorso in rivelazione del segreto d'ufficio, il 15 dicembre prossimo il gup Maria Grazia Domanico deciderà se archiviare la sua posizione o disporre, anche per lui, il processo.

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