Commodity: Goldman Sachs consiglia di sottopesare il comparto, Wti stimato a 40$ nel primo semestre
(Finanza.com) Il calo del greggio è destinato a spingere al ribasso tutto il comparto delle commodity. A dirlo è un team di Goldman Sachs capitanato da Christian Mueller-Glissmann. "A dispetto dei forti cali registrati dalle quotazioni delle materie prime (lunedì il Bloomberg Commodity Index è sceso ai minimi da 12 anni, ndr), riteniamo che nel breve termine ci siamo ancora rischi di nuovi ribassi”, si legge nel report. Secondo gli esperti "la contrazione dei prezzi del greggio sta favorendo una diminuzione dei prezzi in tutto il comparto delle commodity”.

In quest'ottica, quelli che una volta erano conosciuti come i "perma-bulls”, i "rialzisti perenni” del comparto delle risorse di base, hanno tagliato la raccomandazione a tre mesi sul comparto delle commodity a "underweight" dal precedente "neutral". Per il comparto è stimato un rosso del 10% contro il +0,4% dell'azionario.

Stock Usa ai massimi da 80 anni
Causa un incremento degli stock più che doppio rispetto alle stime, il Wti, il petrolio di riferimento negli Stati Uniti, perde oltre due punti percentuali e passa di mano di poco sopra i 45 dollari il barile (-53% in 6 mesi). Il Dipartimento dell'Energia ha annunciato che nell'ultima settimana gli stoccaggi della prima economia hanno registrato il terzo incremento consecutivo salendo di 8,87 milioni di barili a 406,7 milioni, il livello maggiore in 80 anni.

Secondo gli esperti di Goldman il Wti è destinato a confermarsi in quota 40 dollari per gran parte del primo semestre e questo dovrebbe rallentare la crescita dell'offerta "e far accantonare nuovi investimenti nel settore dello shale oil (il responsabile del boom dell'offerta, ndr)”. "Riteniamo che il mercato petrolifero stia attraversando una fase di ri-assestamento dei prezzi marginali”.

Sovrappesare le commodity nel 2016
La situazione è destinata a cambiare nella seconda metà dell'anno. "Entro la fine del 2015 stimiamo scorte a un livello neutrale e prezzi al costo marginale di produzione, quindi a 65 dollari il barile nel caso del Wti e a 70 in quello del Brent”. Si tratta però di un processo i cui tempi di attuazione sono particolarmente incerti "anche a causa della forte contrazione dei costi nel settore dello shale”. In scia della risalita del greggio Mueller-Glissmann e i suoi colleghi si aspettano un ribilanciamento del mercato nel 2016 e di conseguenza hanno alzato la view a 12 per il comparto delle commodity da "neutral” a "overweight”.


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