Dati Istat, è settembre nero per il made in Italy all'estero

Rispetto all'anno scorso l'export perde il 2,8 per cento. Cresce l'import

È un settembre nero per l'export italiano verso i mercati extra-Ue. Rispetto all'anno scorso, il made in Italy perde il 2,8 per cento e la perdita coinvolge esclusivamente l'area fuori Europa (-7,1 per cento). L'avanzo commerciale dei primi nove mesi si attesta a 1,274 miliardi di euro, in calo di 2,983 miliardi dai 4,257 dello stesso mese del 2017, e raggiunge i 28,482 miliardi (58,422 al netto dei prodotti energetici). Cresce invece l'import (5,7 per cento), trainato dal forte incremento degli acquisti dai Paesi extra Ue (+17,6 per cento). L'indice dei prezzi all'importazione aumenta dello 0,4 per cento su agosto e del 5,1 per cento su base annua, con una crescita dello 0,1 per cento in termini mensili e dello 0,9 per cento sull'anno. La correzione per gli effetti di calendario porta la variazione dell'export a +1,6 per cento e quella dell'import a +9,0 per cento. Nel trimestre luglio-settembre 2018, rispetto al precedente, si registrano infine incrementi per entrambi i flussi, più intenso per le importazioni (+2,9 per cento) che per le esportazioni (+0,3 per cento).

Gli ordinativi dell'industria registrano a settembre una diminuzione rispetto ad agosto del 2,9 per cento, che segue l'aumento del mese precedente pari al 4,9 per cento. Su base annua, invece, l'indice grezzo degli ordinativi segna un calo dello 0,9 per cento, sintesi di una riduzione del 2,6 per cento nel mercato interno e di un incremento dell'1,5 per cento per quello estero. La maggiore crescita, sempre sull'anno, si registra nel settore dei mezzi di trasporto (+6,3 per cento), mentre la diminuzione più marcata si rileva nel comparto dei prodotti di elettronica e ottica (-6,8 per cento).

A settembre il fatturato dell'industria rimane stabile rispetto ad agosto, mentre nella media degli ultimi tre mesi l'indice complessivo cresce dello 0,2 per cento sul precedente trimestre. Su base annua è stata rilevata una crescita del 3,9 per cento, con incrementi del 3,2 per cento sul mercato interno e del 5,1 per cento su quello estero. La dinamica del fatturato, su base mensile, è sintesi della crescita del mercato interno (+0,7 per cento) e del calo di quello estero (-1,1 per cento). Su base annua la variazione più rilevante nel manifatturiero è quella del settore del coke e dei prodotti petroliferi raffinati, che segna un +18,9 per cento, mentre l'industria farmaceutica mostra la flessione maggiore con un -2,7 per cento.

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