Commercio, Confesercenti: Nel I semestre chiusi 302 negozi ogni giorno

Milano, 24 lug. (LaPresse) - "C'è bisogno di una svolta fiscale forte, tempestiva e vasta, sostenuta da interventi coraggiosi sulla spesa pubblica. Il prezzo più salato di questa situazione lo pagano soprattutto i piccoli negozi mentre prosegue in modo inarrestabile l'emorragia di chiusure di attività". E' quanto sottolinea Confesercenti commentando i dati Istat sul commercio al dettaglio. Nei primi sei mesi del 2014, secondo i dati dell'Osservatorio Confesercenti, il saldo tra aperture e chiusure d'impresa nei settori del Commercio al dettaglio e del Turismo è stato negativo per 20.244 unità: un bilancio peggiore per 6.431 attività in meno rispetto a quello registrato nell'anno nero del commercio del 2013 (-13.813). A pesare è stato soprattutto il calo delle nuove iscrizioni: nel periodo hanno aperto 34.341 nuove imprese, 9.532 in meno rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. In media, nel primo semestre del 2014 ci sono state 302 chiusure al giorno, a fronte di 109 aperture.

Il saldo è negativo in tutti i settori, con l'eccezione del commercio su area pubblica (+831) e delle imprese attive nella vendita via internet (+82). I negozi web tuttavia mostrano un rallentamento rispetto alla crescita registrata nello stesso periodo del 2013 (+530). Il Commercio al dettaglio in sede fissa ha registrato nei primi sei mesi dell'anno una perdita di 13.972 imprese, saldo tra 26.446 chiusure e 12.474 aperture d'impresa. Anche in questo caso si segnala un calo delle nuove iscrizioni rispetto a quelle rilevate nei primi sei mesi del 2013 (+15.552). Nel settore la media giornaliera è stata di 146 chiusure, più del doppio delle aperture (69). Tra le categorie merceologiche, nei primi sei mesi dell'anno spariscono 1.471 imprese attive nella vendita di alimentare (food) e 12.501 nel no food, nel quale si rilevano i saldi negativi di abbigliamento (-3305) e dei venditori di sigarette elettroniche (-592). Il saldo di negozi è negativo in tutte le regioni, ma è la Sicilia (-1.708) ad avere il peggior rapporto tra aperture e chiusure. Nei primi sei mesi dell'anno, nella regione si sono registrate in media 5 aperture e 15 chiusure al giorno, per un rapporto di 1 a 3. Tra le grandi città, è Roma (-815) il centro urbano che vede scomparire più negozi.

Nel semestre si registra una contrazione anche per gli intermediari del commercio (-1.779): nei primi sei mesi dell'anno sono nate 7.691 nuove imprese nel settore, mentre hanno cessato l'attività 9.470. Bilancio negativo anche per le attività del turismo e i pubblici esercizi: complessivamente il settore perde 5.406 unità, con un aggravio rispetto al 2013, quando il saldo tra aperture e chiusure era stato negativo per 3.780 imprese. Saldi negativi tra aperture e chiusure di attività in tutte le tipologie che compongono il comparto: nell'alloggio e ricezione turistica (-579), nel servizio bar (-1.640) e nella ristorazione (-2.343).

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