Coldiretti: Si cominciano a sentire effetti embargo russo

Roma, 8 ago. (LaPresse) - Gli effetti dell'embargo imposto dalla Russia ai prodotti agroalimentari italiani iniziano a farsi sentire con il blocco di interi container di Grana Padano che sono stati rispediti indietro mentre gli importatori russi consigliano di non inviare salumi e sono stati rescissi già diversi contratti per la spedizione di ortofrutta. E' quanto afferma la Coldiretti dopo un primo monitoraggio sugli effetti della decisione della Russia di limitare o bloccare, anche per un anno, le importazioni agricole dai Paesi che hanno adottato sanzioni contro Mosca, in risposta al conflitto in Ucraina. La lista di prodotti che non verranno più importate, riferisce Coldiretti, comprende carne di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare, latte e latticini, frutta e verdura provenienti da Ue, Usa, Norvegia, Australia e Canada, con l'esclusione di alcolici e di prodotti per bambini.

"Si tratta di un brusco freno alla crescente domanda di made in Italy - afferma l'associazione - sulle tavole dei cittadini dell'ex impero sovietico che avevano cominciato ad apprezzare le specialità nazionali come il Parmigiano Reggiano e il Grano Padano, le cui esportazioni sono cresciute a due cifre". Mentre da qualche mese sono stati bloccati i salumi (salami e salumi freschi) e le carni di maiale fresche con la Russia che, ricorda Coldiretti, aveva chiuso le frontiere a tutto l'export europeo di maiali, carni di maiale e trasformati, in violazione delle regole sugli scambi alla Wto, di cui è membro dal 2012, prendendo a pretesto la scoperta a fine gennaio di casi di peste suina africana in alcuni cinghiali in Lituania e Polonia e in zone di frontiera con la Bielorussia.

Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani in Russia sono aumentate dell'uno per cento nel primo quadrimestre del 2014, calcola l'associazione, dopo che lo scorso anno avevano raggiunto la cifra record di 706 milioni di euro, messi ora a rischio dall'annuncio di sanzioni. In particolare sono le spedizioni di ortofrutta, per un importo di 72 milioni di euro nel 2013, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro a essere a rischio. Importi molti più ridotti per il pesce, che l'Italia spedisce in quantità molto limitate in Russia.

Se i danni diretti per il Made in Italy agroalimentare sono stimabili attorno ai duecento milioni di euro, Coldiretti spiega che "pesanti sono anche quelli indiretti, con l'Italia che potrebbe diventare mercato di sbocco di quei prodotti comunitari ed extracomunitari ora rifiutati dalla Russia che rischiano di essere spacciati come Made in Italy perché non è sempre obbligatorio indicare la provenienza in etichetta".

"Ora siamo di fronte a una preoccupante escalation dello scontro con una guerra commerciale che conferma la strategicità del cibo soprattutto nei periodi di recessione economica", affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, che sottolinea che "la Russia colpisce l'agroalimentare perchè sa che è un elemento di crescita per l'Unione europea in un momento di stagnazione". "Lo dimostra il fatto - conclude Moncalvo - che le esportazioni agroalimentari Made in Italy nonostante la crisi sono cresciute del 5 per cento nel 2013 raggiungendo il valore record di 34 miliardi di euro".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata