Coldiretti: Export agroalimentare da record nel 2011 a 30 mld

Roma, 7 gen. (LaPresse) - Per il Made in Italy sulle tavole mondiali record storico nel 2011 al massimo storico con 30 miliardi di esportazioni con una crescita del 9 per cento. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base degli andamenti registrati nel commercio estero agroalimentare dall'Istat nei primi nove mesi del 2011. "Il risultato del 2011 - sottolinea la Coldiretti - è il frutto di esportazioni agroalimentari effettuate per la grande maggioranza nei paesi dell'Unione europea dove si realizza due terzi del fatturato estero complessivo con un crescita in valore dell'8 per cento, ma anche dell'aumento negli Stati Uniti (+10%) e nei mercati emergenti come quelli asiatici dove si è avuto l'incremento maggiore con un +18% e si sono avvicinati in valore agli Usa".

"A crescere all'estero - precisa la Coldiretti - sono stati i settori più tradizionali del Made in Italy come il vino che ha messo a segno un aumento record in valore del 25 per cento, il formaggi a partire da grana e dal parmigiano reggiano che sono i piu' esportati con una crescita del 26% ma anche l'olio di oliva (+9%), la pasta (+7%) mentre rimane pressochè stabile l'ortofrutta". "Non mancano - continua la Coldiretti - risultati sorprendenti come ad esempio la crescita boom del 18% nell'export della birra Italiana in Gran Bretagna, grande paese produttore di questa bevanda o la crescita record dello spumante in Russia che con un +40% si classifica addirittura al quarto posto tra i paesi esteri di destinazione ma anche l'incremento del 22% nelle esportazioni di formaggi italiani in Francia che è tradizionalmente molto nazionalista in questo campo".

L'andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una più efficace tutela nei confronti della agropirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: all'estero - stima la Coldiretti - il falso Made il Italy a tavola fattura 60 miliardi di euro e sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro. Le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le più copiate nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone, ma in vendita c'è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America, ma anche Pamesello in Belgio o Parmezan in Romania.

"Un fenomeno che frena la diffusione del Made in Italy e che - precisa la Coldiretti - è causa di danni economici, ma anche di immagine. Il rischio reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili". "I risultati positivi delle esportazioni alimentari peraltro non si sono ancora adeguatamente trasferiti alle imprese agricole dove - conclude la Coldiretti - si registrano ancora in molti settori quotazioni al di sotto dei costi di produzione, a conferma delle pesanti distorsioni che permangono nel passaggio degli alimenti lungo la filiera dal campo alla tavola".

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