Coca-Cola, accordo per l'acquisizione caffetterie Costa Coffee
L'operazione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2019

Coca-Cola compie un nuovo passo verso la trasformazione in "total beverage company" pianificata dal suo presidente e ceo James Quincey, stringendo un accordo che la porterà entro la metà del prossimo anno ad acquisire Costa, la seconda catena di caffetterie al mondo per dimensioni dietro a Starbucks, nonché la prima nel Regno Unito. Costo annunciato dell'operazione, circa 5,1 miliardi di dollari, pari al cambio attuale a 4,36 miliardi di euro, cioè 16,4 volte il margine operativo lordo realizzato nell'ultimo anno discale dall'azienda britannica, acquisita nel 1995 dal Whitbread per 19 milioni di sterline.

"Quello delle bevande calde è uno dei pochi segmenti del panorama complessivo delle bevande dove Coca-Cola non ha un marchio globale", spiega lo stesso Quincey, sottolineando che "Costa ci dà accesso a questo mercato con una piattaforma forte per il caffè". Costa, illustra Coca-Cola in una nota, dispone di un brand riconosciuto e di circa 4mila negozi al dettaglio con baristi altamente qualificati, oltre a essere attiva nei business dei distributori automatici, del caffè per uso casalingo e della torrefazione, con una presenza che spazia dall'Europa all'Asia Pacifica, passando per il Medio Oriente e l'Africa. "Costa dà a Coca-Cola nuove capacità e competenze nel caffè, e il nostro sistema può creare opportunità per la crescita del marchio Costa in tutto il mondo", sintetizza in questo senso Quincey.

La transazione, che sarà soggetta all'approvazione degli organismi antitrust di Unione europea e Cina, dovrebbe appunto concludersi nel primo semestre del 2019. A parlare per la parte venditrice, la multinazionale Whitbread, che in mattinata segna alla Borsa di Londra un rialzo superiore al 15%, è invece la ceo Alison Brittain. Secondo la manager, l'operazione "riconosce il valore strategico che abbiamo sviluppato nel marchio Costa e il suo potenziale internazionale di crescita". 

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