Cipro intende chiedere aiuti extra all'Europa
(Finanza.com)
ciproIl caso Cipro e il suo salvataggio tornano nuovamente d'attualità sui mercati visto che la piccola Isola del Mediterraneo vuole chiedere aiuti supplementari all'Europa. A confermare le indiscrezioni che si rincorrevano ieri le parole del presidente cipriota, Nicos Anastasiades. Quest'ultimo, prima dell'inizio della riunione dell'Eurogruppo a Dublino, parlando ai giornalisti, ha annunciato la sua intenzione di inviare una lettera al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, per spiegare la critica situazione in cui versa Cipro. 

Nella missiva alle autorità europee Anastasiades si soffermerà sulla necessità di "un cambiamento delle politiche dell'Unione europea nei confronti di Cipro, per avere un'assistenza aggiuntiva visto che la difficile situazione che stanno attraversando è il risultato della crisi economica e delle misure che sono state imposte". Intanto il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha già avvertito che il piano di salvataggio da 10 miliardi di euro dell'Europa e del Fondo monetario internazionale non verrà modificato. 
Ieri alcuni funzionari governativi avrebbero anticipato che per evitare il fallimento a Cipro servirebbero 23 miliardi di euro e non più gli originari 17 miliardi e di conseguenza il governo di Nicosia dovrà raccogliere ben 13 miliardi di euro, ossia 6 miliardi in più rispetto a quello concordato con Unione bancaria, Bce e Fondo monetario internazionale. 

Sulla questione cipriota si sono soffermate oggi anche le Autorità di vigilanza dell'Unione europea - l'European Securities and Markets Authority (ESMA),  l'European Banking Authority (EBA) e l'European Insurance and Occupational Pensions Authority (EIOPA) - che stanno monitorando da vicino l'evolversi della situazione a Nicosia. In un comunicato congiunto diffuso questa mattina le Authority hanno sostenuto che "la vicenda Cipro porterà delle perdite al settore finanziario, ma i rischi di un contagio mondiale diretto sembrano essere limitati". Finora, le condizioni di mercato e le dinamiche dei depositi sono rimaste relativamente stabili. Dal rapporto emerge tuttavia che "i recenti avvenimenti manifestano il rischio di un'ulteriore frammentazione del mercato unico e sottolineano la necessità di un più stretto coordinamento e integrazione, attraverso la piena attuazione dell'unione bancaria".

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