Cina, la svalutazione dello yuan non modifica politiche valutarie globali

Londra (Regno Unito), 11 ago. (LaPresse/Reuters) - I policy-maker globali, comprese alcune delle banche centrali asiatiche più interventiste, stanno mantenendo salde le loro politiche valutarie dopo la svalutazione a sorpresa dello yuan. La banca centrale cinese ha dichiarato che la svalutazione dell'1,9% è una misura una tantum. Uno yuan più debole rende le esportazioni cinesi più convenienti e quelle concorrenti più costose. Le nazioni che si considerano a rischio di svantaggio competitivo potrebbero quindi essere tentate di svalutare a loro volta le rispettive valute.

Ma finora i policy-maker in Corea del Sud, India, Indonesia e Giappone non vedono ragione per dare il via a politiche di questo tipo. "Non penso che la mossa farà partire una guerra globale sulle valute", ha detto un decisore giapponese. "Non siamo eccessivamente preoccupati per il won, ma stiamo monitorando il mercato per controllare se si svilupperà un'eccessiva volatilità", ha dichiarato un funzionario sudcoreano dei cambi. "Nella misura in cui lo yuan è stato svalutato, quello che si vedrà è un impatto sulla competitività delle esportazioni manifatturiere in Cina, ma non vendiamo molte esportazioni manufatturiere in Cina", ha commentato Lesetja Kganyago, governatore della Reserve Bank of South Africa.

Fonte Reuters - Traduzione LaPresse

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