Chiusura domenicale, Di Maio: "I negozi faranno a turni", Codacons: "Sarà la morte dei piccoli esercizi"

Secondo il vicepremier "è una misura di civiltà"

Subito dopo l'annuncio di Luigi Di Maio di voler approvare entro l'anno uno stop delle attività commerciali nei giorni festivi, c'è chi parla di 30mila posti di lavoro persi nel caso in cui la proposta si concretizzasse. Ma il vicepremier non si lascia spaventare. La sua, spiega a L'aria che tira, su La 7, "è una misura di civiltà". "Questa proposta - ha detto - è chiesta dai commercianti, da Confcommercio e dai padri e dalle madri di famiglia che lavorano in un negozio. Nessuno dice che nel weekend non si può andare a fare la spesa, inseriamo una turnazione. Resta aperto il 25% e l'altra parte chiude a turno". "Ci sono ragazzi - ha aggiunto - sfruttati in maniera indegna con introiti che non sono aumentati", ha aggiunto.

"Una proposta assurda", così la definisce Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Torniamo all'epoca dell'economia dirigista, quando a decidere se restare aperto erano i Comuni in riunioni fiume con commercianti, sindacati e associazioni di consumatori". "Invece di lasciare libertà di scelta a ogni singolo commerciante, - ha concluso - che autonomamente può ora decidere se aprire o restare chiuso a seconda delle sue esigenze e convenienze, si impone una scelta dall'alto".

Anche il senatore Pd Davide Faraone si esprime contro la chiusura domenicale imposta, che secondo lui favorirebbe i grandi siti di e-commerce. "Sa Di Maio - ha scritto su Facebook - quanta gente 'normale', spesso la più povera, utilizza la domenica per fare la spesa nei centri commerciali? Sa Di Maio che che con le chiusure domenicali i posti di lavoro a rischio sarebbero tra i 30 e i 40 mila e che la domenica è diventato il secondo giorno per incasso dopo il sabato? O ce ne freghiamo e oltre agli 80.000 che ci ha fatto perdere con il decreto dignità, decidiamo di perdere a cuor leggero altri 40.000 posti di lavoro? Sei o no il ministro del lavoro? Se ritieni che servano maggiori benefici e garanzie per chi lavora nei festivi perché non li proponi e soprattutto li realizzi? Sai che così oltre a limitare la libertà degli italiani, penalizzi la nostra economia e favorisci i colossi del commercio online, che non chiudono mai? Siamo alla follia, fra un po' imporranno pure i 45 giri per ascoltare le più belle canzoni e la domenica niente stadio per le donne. Ah, dimenticavo, Matera si trova in Basilicata". 

Lo stesso dice il Codacons: "Il divieto di aperture dei negozi nei giorni festivi determinerà la morte di migliaia di piccoli esercizi, con effetti negativi sul Pil e sull'occupazione e un sensibile spostamento degli acquisti verso l'e-commerce". L'associazione si dice pronta a scendere in campo a sostegno dei negozianti contro i provvedimenti allo studio del Governo: "Dodici milioni di italiani fanno acquisti la domenica, e i giorni festivi rappresentano per loro l'unica occasione per dedicarsi allo shopping e alle compere. Privarli di tale possibilità attraverso misure che bloccano le aperture domenicali, equivale a dirottare gli acquisti dei consumatori verso l'e-commerce che, a differenza dei negozi tradizionali, non subisce alcun vincolo o limitazione".

In base alle proiezioni del Codacons il settore delle vendite online, che cresce in Italia a ritmi elevatissimi (+13,6% a luglio) e che nel 2017 ha registrato nel nostro paese un giro d'affari pari a 23,6 miliardi di euro, sarà l'unico a beneficiare delle chiusure domenicali dei negozi, con un incremento del giro d'affari pari a +2,7 miliardi di euro solo nel primo anno e come effetto diretto di un eventuale divieto di apertura nei giorni festivi per gli esercizi tradizionali. "In 10 anni le vendite dei piccoli negozi hanno registrato in Italia una contrazione del -17%, ed impedire loro di lavorare anche nei giorni festivi, equivale a condannarli a morte, con effetti negativi su occupazione e Pil - prosegue Rienzi - Per tale motivo il Codacons propone al Governo di stabilire un numero limitato di domeniche in cui i negozi possono rimanere chiusi, differenziando tuttavia le date in base alla località, a seconda che siano città o luoghi di vacanza. E se l'esecutivo varerà la chiusura domenicale totale per tutti gli esercizi commerciali, il Codacons è pronto a scendere in campo con azioni legali a tutela di migliaia di piccoli negozi". 

Anche Matteo Renzi si fa sentire su Facebbok. "Obbligare tutti alla chiusura domenicale, come vuole Di Maio, significa semplicemente far licenziare tanti ragazzi", così l'ex premier sul social network. "Come per il decreto dignità - ha continuato - Di Maio tira fuori queste idee quando è in crisi di visibilità. Gli serve tenere l'attenzione su di lui, altrimenti fagocitato da Salvini. Ma per inseguire i post di Salvini, Di Maio distrugge posti di lavoro. Sostenere che le famiglie si separino perché si lavora anche di domenica significa vivere su Marte". "Di Maio si conferma il ministro della disoccupazione: se questo provvedimento sarà approvato, tanti ragazzi perderanno il posto di lavoro. Tanto fanno il reddito di cittadinanza, no?". 

Di Maio gli risponde subito su Facebook: "Chi continua la crociata contro i diritti dei lavoratori è il solito Pd, ormai sempre più scollato dalla realtà. Se il tempo che Renzi usa per realizzare programmi tv per Berlusconi, lo dedicasse a fare il parlamentare (mestiere per cui è lautamente pagato), saprebbe che proprio il suo partito ha proposto una legge che prevede l'obbligo di chiusura domenicale e che sarà discussa assieme alle altre in commissione".

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