Chiusura negativa per Piazza Affari, Ftse Mib -1,31%

Milano, 3 ott. (LaPresse) - La Grecia riporta l'ansia sui mercati finanziari. Secondo la bozza di bilancio del governo di Atene presentata al Parlamento, il Paese ellenico non raggiungerà gli obiettivi di deficit né per il 2011 né per il 2012. La pressione sui Btp italiani a dieci anni è rimasta piuttosto alta nel corso della giornata, con lo spread sul Bund tedesco intorno a quota 370 punti base. Dagli Stati Uniti i dati macro mostrano che l'attività manifatturiera a settembre è cresciuta a un ritmo ancora debole, ma più veloce rispetto ad agosto, con l'indice Ism salito a 51,6 punti, in crescita dai 50,6 fatti registrare il mese precedente. Balzo per la spesa nell'edilizia, dell'1,4% ad agosto, contro il calo della stessa percentuale di luglio. In questo contesto, chiusura in forte ribasso per le principali Borse europee. L'indice Ftse 100 di Londra cede l'1,03% a 5.075,5 punti, il Dax di Francoforte perde il 2,28% a 5.376,7 punti e il Cac 40 di Parigi lascia l'1,85% a 2.926,83 punti.

A Piazza Affari soffre la Popolare di Milano, che dopo i rialzi dei giorni scorsi cede il 5,99% a 1,758 punti. Mentre è atteso il giudizio della Banca d'Italia sull'ammontare fino a 800 milioni di euro dell'aumento di capitale di Piazza Meda, domani il cda di Bpm tornerà a riunirsi ed entro la fine della settimana dovrebbero essere pronte le liste per consiglio di gestione e di sorveglianza, da sottoporre agli azionisti. Nel comparto bancario, giù Intesa Sanpaolo (-0,84% a 1,18 euro), Banca Montepaschi (-1,81% a 0,411 euro) e Unicredit (-3,11% a 0,7775 euro).

Nel giorno dei dati sul mercato auto a settembre, Fiat chiude in forte ribasso, con un calo del 3,22% a 3,962 euro. Chrysler ha aumentato le vendite complessive del 27% su base annua, mentre i dati sull'Italia del Lingotto sono usciti a mercati chiusi e hanno visto una leggera crescita su base annua della quota di mercato, che si è attestata al 29,7%. In forte ribasso anche il resto della galassia Agnelli, con Fiat Industrial che ha ceduto il 5,74% a 5,34 euro e la controllante Exor il 2,36% a 14,46 euro. L'ad Fiat, Sergio Marchionne, ha scritto al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, comunicandole che sia Fiat sia Fiat Industrial usciranno da Confindustria il prossimo primo gennaio.

Tra gli altri titoli, in evidenza FonSai (+8,99% a 1,721 euro). Salgono inoltre Azimut (+3,06%), Ansaldo Sts (+2,67%) e Mediolanum (+1,31%). Mediaset perde l'1,01% a 2,346 euro. Secondo rumors riportati dalla stampa, la quota del Biscione in Endemol potrebbe essere diluita se, per ristrutturare il debito da 2,2 miliardi di euro degli olandesi, gli hedge fund scambiassero con azioni il debito del gruppo prendendone il controllo.

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