Chiusura in profondo rosso per Piazza Affari, Ftse Mib -3,7%

Milano, 13 ott. (LaPresse) - I titoli bancari tornano nel baratro, dopo essere risaliti nei giorni scorsi all'annuncio di un piano della Commissione Ue per salvare gli istituti di credito. I mercati europei chiudono in negativo, ma solo la Borsa di Milano sprofonda, con l'indice Ftse Mib che perde il 3,7% a 15.894,39 punti e il Ftse All-Share che lascia il 3,08% a 16.632,4 punti.

A spingere verso il fondo il listino principale sono proprio gli istituti di credito. Intesa Sanpaolo perde l'8,15% a 1,284 euro e Unicredit addirittura il 12,1% a 0,9265 euro. Piazza Cordusio torna sotto quota 1 euro e nel corso della giornata il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso, come anche Intesa Sanpaolo. Una fonte dell'Ue ha confermato le indiscrezioni che vorrebbero un aumento delle svalutazioni dei bond greci nei portafogli delle banche, oltre il 21% ipotizzato in precedenza per il contributo dei privati al salvataggio di Atene. La fonte non ha però fornito ulteriori dettagli.

Inoltre, la Banca centrale europea ha lanciato l'allarme per i Paesi dell'eurozona in difficoltà che "devono essere pronti a misure aggiuntive". Salita anche la pressione sui titoli di stato italiani, con lo spread Btp-Bund intorno ai 370 punti base. In questo contesto, chiusura in forte ribasso per le principali Borse europee. Il Ftse 100 di Londra cede lo 0,71% a 5.403,38 punti, il Dax di Francoforte lascia l'1,33% a 5.914,84 punti e il Cac 40 di Parigi mostra un ribasso dell'1,33% a 3.186,94 punti. A Madrid, l'indice Ibex lascia lo 0,92% a 8.943,5 punti.

A Milano soffrono anche gli altri istituti di credito. Tonfo per Banco Popolare (-8,96% a 1,23 euro), Ubi Banca (-6,03% a 2,99 euro) e Banca Montepaschi (-4,05% a 0,4071 euro). Non si salva nemmeno Popolare di Milano, partita bene in mattinata. Ieri Matteo Arpe, intenzionato ad entrare in Piazza Meda tramite il suo fondo Sator, ha incontrato ieri i dipendenti soci che sostengono la lista dei sindacati Fabi e Fiba-Cisl e ha affermato di voler "mettere la faccia" nel progetto di rilancio dell'istituto che ha "un enorme potenziale", avvertendo che la gestione non deve essere condizionata da "accordi sottobanco".

Crollano anche gli industriali. La galassia Agnelli soffre dopo i balzi di ieri, con Fiat (-5,53% a 4,648 euro), Fiat Industrial (-7,54% a 5,64 euro) e la controllante Exor (-5,84% a 15,32 euro). Cedono anche Finmeccanica (-2,44% a 5,395 euro) e Prysmian (-1,75% a 11,2 euro). Limita le perdite invece Pirelli (-0,56% a 6,165 euro).

Oggi Eni ha annunciato la riapertura del gasdotto Greenstream, che collega la Libia all'Italia. Eni non beneficia tuttavia della notizia e lascia lo 0,99% a 14,97 euro. Nel listino principali, tengono Ansaldo Sts (+1,47% a 7,935 euro), Enel Green Power (+1,18% a 1,718 euro) e Snam Rete Gas (+0,83% a 3,626 euro).

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