Chiusura in lieve rialzo per Piazza Affari, Ftse Mib +0,07%

Milano, 2 feb. (LaPresse) - Per tutto il giorno i listini di Milano hanno ballato intorno alla parità. Alla fine Piazza Affari tiene e chiude in rialzo con l'indice Ftse Mib che sale dello 0,07% a 16.276,5 punti e il Ftse All-Share che mostra un incremento dello 0,21% a 17.244,61 punti. Dopo una mattinata caratterizzata da un andamento debole, buone notizie sono arrivate dagli Stati Uniti, dove il dato sui sussidi di disoccupazione settimanali è calato oltre le attese a 367mila (-12mila). Bene anche l'andamento dello spread tra Btp e Bund a 10 anni, sceso ancora sotto quota 380 punti base. Per quanto rigurda la trattativa in corso in Grecia per la ristrutturazione del debito pubblico di Atene il portavoce del governo ellenico ha parlato di "negoziati difficili". Secondo una fonte Ue, alla Grecia servono ulteriori 15 miliardi di euro, oltre al prestito di salvataggio da 130 miliardi e alla riduzione del debito con gli investitori privati per 100 miliardi. In questo contesto chiusura in moderato rialzo per le principali Borse europee, con l'indice Ftse 100 di Londra che sale dello 0,09% a 5.796,07 punti, il Dax di Francoforte che cresce dello 0,59% a 6.655,63 punti e il Cac 40 di Parigi che mostra un incremento dello 0,27% a 3.376,66 punti. A Madrid l'indice Ibex avanza dello 0,87% a 8.772,3 punti.

Milano si mantiene in positivo per la buona prestazione del comparto bancario, con Banca Montepaschi maglia rosa tra le colleghe con un balzo dell'8,01% a 0,345 euro. Acquisti anche su Banco Popolare (+5,24% a 1,346 euro), Popolare di Milano (+4,75% a 0,456 euro), Mediobanca (+3,03% a 4,97 euro), Ubi Banca (+1,43% a 3,824 euro), Unicredit (+0,05% a 3,974 euro) e Intesa Sanpaolo (+0,39% a 1,547 euro). Oggi il numero uno della Consob, Giuseppe Vegas, ha detto davanti alla commissione Finanze del Senato che si potrebbe pensare "a scadenze meno ravvicinate" per i rafforzamenti patrimoniali chiesti dall'Eba alle banche italiane.

Vola Parmalat, che avanza del 7,29% a 1,618 euro. Il titolo ha beneficiato di rumors circolati su una riunione del cda per approvare i dati preliminari di esercizio e su un dividendo straordinario. Tra gli industriali cade Finmeccanica (-0,96%), mentre sale Pirelli (+1,03%). Nelle telecomunicazioni invece destini contrastati per Mediaset (+8,28%) e Telecom Italia (-1,58%).

Riflettori ancora accesi sulla galassia Agnelli, all'indomani dei risultati del gruppo Fiat-Chrysler e di Fiat Industrial. La holding Exor sale dell'1,74% a 18,75 euro, bene anche Fiat (+0,54% a 4,842 euro) e Fiat Industrial (+1,68% a 7,88 euro). Tra gli energetici Enel cede l'1,6% a 3,074 euro. Oggi a completato la cessione dell'intera quota del 5,1% detenuta in Terna (-1,15% a 2,76 euro) per 281 milioni di euro.

Fuori dal paniere principale schizzano in alto Fondiaria-Sai (+13% a 0,882 euro) e Benetton (+17,09% a 4,742 euro), con il cda del gruppo di Treviso che ha preso atto dell'opa volontaria della controllante Edizione a un prezzo di 4,6 euro. La chiusura delle azioni Benetton è superiore al valore dell'offerta finalizzata al delisting, con il titolo sospeso più volte per eccesso di rialzo.

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