Chiusura in forte rialzo per la Borsa di Milano, Ftse Mib +2,69%

Milano, 14 set. (LaPresse) - Chiusura in forte rialzo per Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che sale del 2,69% a 14.140,08 punti e il Ftse All-Share che cresce del 2,52% a 15.011,22 punti. La giornata è partita male per i mercati, con Tokyo che ha chiuso in calo dell'1,14% ai minimi da aprile 2009 e l'agenzia di rating Moody's che ha deciso per un declassamento sulle banche francesi. Poi il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha aperto agli eurobond, parlando di "opzioni per l'introduzione di obbligazioni europee" allo studio dell'Ue. Le Borse hanno così girato in positivo, mentre è scesa la pressione sui titoli di Stato decennali italiani, il cui spread con i Bund era risalito a quota 400 punti (alla chiusura dei mercati si attesta a quota 378 punti).

In questo contesto, terminano la giornata di scambi sopra la parità le principali piazze europee. Il Ftse 100 di Londra guadagna l'1,02% a 5.227,02 punti, il Dax di Francoforte sale del 3,36% a 5.340,19 punti e il Cac 40 di Parigi cresce dello 1,87% a 2.949,14 punti. Nel listino francese andamento contrastato per le banche. Calano Bnp Paribas (-3,93%) e SocGen (-2,88%), sale Credit Agricole (+1,22%). Oggi Moody's ha tagliato il rating di SocGen (da Aa2 ad Aa3) e Credit Agricole (da Aa1 a Aa2), mentre ha graziato Bnp, rimasta comunque sotto osservazione per un possibile downgrade. A Madrid, l'indice Ibex mostra un incremento dell'2,7% a 8.045,7 punti.

A Milano nel comparto bancario, acquisti su Banco Popolare (+5,12% a 1,129 euro), Banca Montepaschi (+1,12% a 0,3899 euro), Intesa Sanpaolo (+3,36% a 0,954 euro). Vendite su Unicredit, che scende dell'1,63% a 0,725 euro, unica del Mib a chiudere sotto la parità. La Popolare di Milano segna invece un rialzo dell'1,83% a 1,388 euro. Dal consiglio di amministrazione di Piazza Meda è uscita ieri la notizia che la nuova governance dell'istituto sarà approvata entro la fine di settembre. Inoltre, Bpm ha smentito le voci di un ingresso nel capitale di Matteo Arpe, fondatore del gruppo Sator, come manager-azionista.

Nel paniere principale spiccano le performance di Ansaldo Sts e la controllante Finmeccanica, sulle voci di una possibile dismissione della stessa Ansaldo per un riassetto del gruppo. Finmeccanica sale del 16,89% a 5,26 euro e la controllata schizza in alto del 20,27% del 6,615 euro, dopo essere stata sospesa in mattinata per rialzi sopra il 40%. Finmeccanica ha inviato una nota sulle indiscrezioni precisando che "la società fornirà ulteriori indicazioni in merito alle sue strategie nel settore dei trasporti a conclusione dell'analisi e delle azioni intraprese con l'obbiettivo di consentire un andamento profittevole dell'attività e la massimizzazione del valore per gli azionisti".

Ma le due aziende pubbliche non sono le sole a schizzare in alto. Volano Stmicroelectronics (+11,64%), Pirelli (+6,13%), Prysmian (+5,39%), Snam Rete Gas (+4,21%) e Fondiaria-Sai (+10,53%). Bene anche la galassia Agnelli, con Fiat (+7,31%), Industrial (+6,12%) e la controllante Exor (+6,5%).

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