Cgil a Renzi: Evoca fantasmi e complotti, così divide il Paese

Roma, 3 nov. (LaPresse) - "C'è molto nervosismo nelle parole del presidente del Consiglio che ancora una volta evoca fantasmi e complotti, lancia invettive e ammonimenti, ma evita accuratamente di dire come si crea lavoro e come si rilancia il Paese". Lo scrive la Cgil. "Quella imboccata - aggiunge il sindacato - non è la strada giusta. Al contrario, è proprio quella che divide il Paese".

La Cgil afferma che "la disoccupazione e la cassa integrazione continuano ad aumentare e i debolissimi segnali di ripresa del mercato del lavoro rischiano di rivelarsi effimeri" e che "il precariato aumenta, grazie anche alle politiche contraddittorie sul mercato del lavoro, mentre il governo continua a non avere né una politica per l'occupazione né una politica industriale". L'esecutivo, dichiara ancora il sindacato guidato da Susanna Camusso, "si limita a rincorrere le emergenze, senza per altro riuscire a risolverle, togliendo i diritti e non allargando le tutele". "Dal governo - prosegue la Cgil - ci aspetteremmo indicazioni chiare sui settori strategici che si vogliono incentivare, sugli investimenti da adottare, sulle politiche attive per il lavoro, su quelle fiscali a favore dei più deboli, su come ridurre le diseguaglianze. Dal presidente del Consiglio vorremmo sentire qualche accusa in meno e qualche riflessione in più sugli errori della finanza e delle imprese".

La Cgil sottolinea ancora di aver avanzato una "proposta seria per creare lavoro e per dire basta al precariato", con "un 'Piano per il Lavoro', un piano straordinario per l'occupazione; una riforma per creare ammortizzatori sociali universali; una riforma dello Statuto dei Lavoratori, per estendere a tutti diritti e tutele universali". Il sindacato "vuole un contratto a tutele crescenti, che faccia del lavoro a tempo indeterminato la principale forma di impiego e rivendica un lavoro dignitoso e sicuro, anche attraverso la cancellazione delle forme contrattuali precarie che si sono moltiplicate a dismisura". "Piuttosto che strizzare l'occhio agli imprenditori - conclude il sindacato di Corso d'Italia - inventarsi strani e improbabili complotti o buttarla in politica, il presidente del Consiglio dia risposte serie ai problemi seri del Paese".

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