Cgia Mestre: in tempo di crisi i lavori artigiani 'tirano' di più

Mestre, 19 mag. (LaPresse) - L'Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre ha stilato una classifica dei mestieri che in tempo di crisi, analizzando i dati Istat del 2011, 'tirano' il mercato. Secondo la Cgia, tra i colletti bianchi spiccano gli ingegneri, gli addetti alla segreteria e i cassieri di banche ed assicurazioni. Tra i colletti blu, invece, gli addetti alla pulizia, i facchini e gli autisti. Queste professioni secondo la Cgia hanno offerto i maggiori sbocchi occupazionali tra i giovani con meno di 35 anni. Oltre alle attività sopra menzionate, nel campo delle professioni/impieghi sono da segnalare anche l'elevato numero di posti di lavoro offerti agli esperti di gestione e controllo delle aziende private; agli spedizionieri e agli agenti di commercio/pubblicità; ai ragionieri contabili e a quelli interni di cassa. Figure che hanno registrato tassi di crescita ben superiori al 10%. Tra i mestieri, invece, la Cgia segnala la crescita molto sostenuta tra i macellai, i panettieri, i pastai e i gelatai. Di rilevo anche gli installatori impianti elettrici ed elettromeccanici e i riparatori di apparecchiature informatiche. Infine, si segnalano i meccanici e riparatori d'auto, frigoristi e montatori di apparecchi e macchine industriali.

Alla luce di questi risultati, la Cgia ricorda che, nonostante la crisi e l'aumento della disoccupazione giovanile, nel 2011 oltre 45.000 posti di lavoro sono rimasti inevasi. Attività che, nella maggioranza dei casi, sono riconducibili a mestieri tradizionali ad elevata intensità manuale. Secondo il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi: "Mai come in questo momento è necessario recuperare la svalutazione culturale che ha subito in questi ultimi decenni il lavoro artigiano. Attraverso le riforme della scuola avvenute in questi ultimi anni e, soprattutto, con il nuovo testo unico sull'apprendistato, alcuni passi importanti sono comunque stati compiuti. Ma non basta. Bisogna fare una vera e propria rivoluzione per ridare dignità, valore sociale e un giusto riconoscimento economico a tutte quelle professioni dove il saper fare con le proprie mani costituisce una virtù aggiuntiva che rischiamo colpevolmente di perdere".

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