Carige: Verso attivazione garanzia statale su emissione bond

Non verrà utilizzata, invece la ricapitalizzazione precauzionale. Verrà rinegoziato il prestito da 320 milioni anche in vista di un possibile assorbimento da parte di un istituo più grande

I commissari straordinari di Carige sono "in procinto di chiedere l'attivazione della garanzia statale sulla emissione di obbligazioni". Lo riferisce l'istituto di credito genovese in una nota. "Si precisa invece che l'ipotesi di ricapitalizzazione precauzionale, così come evocata dal comunicato del Consiglio dei ministri, è da considerarsi come un'ulteriore misura a tutela dei clienti, da attivarsi come ipotesi del tutto residuale", spiega lo stesso comunicato. Carige commissariata dalla Bce, si accinge dunque a utilizzare subito uno degli strumenti messi a disposizione dal decreto approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri.

In occasione dell'incontro avvenuto ieri a Roma con i vertici dello Schema Volontario di Intervento (Svi) del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, i commissari di Carige hanno formulato una proposta "volta a porre le basi della ridefinizione delle condizioni del prestito subordinato di 320 milioni di euro sottoscritto dallo Svi in data 30 novembre 2018 tali da garantire la sostenibilità nel quadro del piano industriale in corso di preparazione e della prospettata aggregazione". Lo rende noto lo stesso istituto di credito in un comunicato. In sostanza il prestito da 320 milioni verrà rinegoziato in vista di una possibile aggregazione della banca genovese con un istituto più grande (si parla di Mps) che l'assorbirebbe rendendola più sicura.

Fabio Innocenzi, Raffaele Lener e Pietro Modiano (i commissari), hanno inoltre deciso di avviare una due diligence sugli Npe (Non performing exposure) della banca, che sarà condotta da primari operatori del settore, con l'obiettivo di una ulteriore drastica riduzione degli stessi (che segue quella di oltre 1,5 miliardi di euro appena effettuata) al fine di includere nel piano industriale una percentuale degli Npe compresa tra il 5% e il 10% del totale dei crediti. Questo consentirebbe a Carige di posizionarsi al di sotto del valore medio del sistema. Grazie agli accantonamenti che hanno recepito le indicazioni della Bce e in linea con gli esiti delle ultime operazioni su Utp e sofferenze di Carige, spiega la banca, "si cercherà di avere un impatto tra eventuali nuovi accantonamenti e riduzione dei risk weighted asset tale da non alterare se non marginalmente i ratio patrimoniali previsti nel capital conservaton plan". Alla due diligence, precisa ancora la nota, saranno invitati alcuni tra principali operatori italiani e esteri.

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