Carige, Ghisolfi (ex Abi): "Nazionalizzazione? Come con Mps, verranno usati i soldi dei cittadini"

L'ex consigliere e vicepresidente Abi, ora vicepresidente e tesoriere dell'ESBG spiega: "Il governo con questo provvedimento di fatto assicura che la banca non fallirà"

Dopo l'ok notte tempo del Governo al decreto su banca Carige, il Pd ha 'aperto il fuoco' contro i gialloverdi che per anni hanno accusato i governi Renzi, prima, e Gentiloni, poi, di 'salvare le banche' con i soldi pubblici. E anche tra i pentastellati non mancano le voci critiche. Renzi e Boschi hanno subito commentato: "Il governo ha salvato una banca, ha fatto bene". E' davvero così? "Il governo con questo provvedimento di fatto assicura che Carige non fallirà. E questo va a favore dei risparmiatori dei clienti della banca e della banca stessa", spiega a LaPresse Beppe Ghisolfi, ex consigliere e vicepresidente Abi, ora vicepresidente e tesoriere dell'ESBG (Gruppo Europeo delle Casse di risparmio).

Salvini e Di Maio replicano che si tratta soltanto di "un'azione a tutela dei risparmiatori, senza fare favori alle banche". Dove sta la differenza con i decreti dei precedenti Governi? Verranno garantite dallo Stato le nuove emissioni di obbligazioni, e quindi non ci sarà nessun rischio per chi sottoscrive. In secondo luogo, qualora i Commissari lo richiedessero, lo Stato è pronto ad entrare nel capitale, facendo un'operazione simile a quanto avvenuto per MPS.

Cosa rischiano i risparmiatori di Carige e come si tutelano? A questo punto non ci sono più rischi per i risparmiatori.

Il comunicato del Governo dopo il Consiglio dei ministri recita testualmente: 'L’obiettivo è di consentire ai Commissari di assumere le iniziative utili a preservare la stabilità e la coerenza del governo della società, completare il rafforzamento patrimoniale dell’Istituto già avviato con l’intervento del Fondo Interbancario dei Depositi, proseguire nella riduzione dei crediti deteriorati e perseguire un’operazione di aggregazione'. Cosa vuol dire in concreto? I Commissari procederanno nel senso di dare un futuro alla banca anche, eventualmente, con un'aggregazione con un gruppo bancario che sia interessato all'operazione, in pratica una fusione.

E' prevista "la possibilità per l’Istituto di accedere – attraverso una richiesta specifica – a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, volta a preservare il rispetto di tutti gli indici di patrimonializzazione anche in scenari ipotetici di particolare severità e altamente improbabili". Parliamo di soldi dei cittadini? C'entrano i 20 miliardi stanziati con decreto nel 2017 che il M5S e la Lega definivano un 'regalo alle banche'? È ovvio che nell’ipotesi di ingresso dello Stato nel capitale (al momento esclusa dai Commissari) si tratta di utilizzare 'soldi pubblici quindi dei cittadini'.

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