Carige, Barneschi accusato anche di aggiotaggio

Genova, 16 giu. (LaPresse) - L'ex presidente di Banca Carige, Giovanni Barneschi, è indagato dalla procura di Genova anche per il reato di aggiotaggio e false comunicazioni sociali "in danno della società, dei soci o dei creditori". Lo si legge nel prospetto informativo per l'aumento di capitale dell'istituto genovese. "A quanto consta - spiega la banca - i fatti oggetto dell'imputazione sarebbero stati oggetto di rilievi da parte di Banca d'Italia e della Consob".

Nel prospetto viene sottolineato che "essendo tali illeciti ascritti ad un soggetto apicale, l'Emittente (Carige, ndr) è stata iscritta nel registro degli indagati per l'illecito amministrativo". La banca precisa che "indipendentemente da qualunque valutazione sulla fondatezza dell'addebito mosso all'Emittente stessa, i rischi conseguenti al più grave trattamento sanzionatorio in astratto applicabile all'Emittente stessa per gli illeciti amministrativi contestati sono stimabili in misura non superiore a euro 2 milioni, mentre per tali illeciti non sono previste sanzioni interdittive". Carige ricorda che a Barneschi sono stati inoltre contestati i reati di associazione a delinquere con l'aggravante della truffa, di appropriazione indebita, di riciclaggio e di trasferimento fraudolento di valori, insieme con ex amministratori di società controllate e soggetti esterni alla banca. Per queste fattispece di reato, recita il prospetto, Carige "è stata espressamente qualificata come persona offesa da reato, ciò che permetterà all'Emittente stessa di proporre, all'esito della fase delle indagini preliminari, azione di risarcimento all'interno del processo penale".

Inoltre, risulta alla banca "l'esistenza di ulteriori procedimenti, che non vedono attualmente parte in causa né l'Emittente né altre società del Gruppo, relativi alla concessione di crediti ad alcune società e/o persone fisiche, che sarebbero successivamente risultate non solvibili, nell'ambito dei quali risulterebbero indagati alcuni dirigenti del Gruppo". L'istituto di credito genovese precisa che "non è parte delle indagini e, quindi, non è a conoscenza degli atti processuali, non è in grado allo stato di fornire valutazioni maggiormente analitiche sulla vicenda citata". Infine, come "mera ipotesi", nel prospetto la banca non esclude che "lo sviluppo delle indagini possa far emergere ulteriori condotte penalmente rilevanti anche a carico di altri soggetti o che dai fatti oggetto di indagine possano derivare situazioni in cui sia possibile congetturare la richiesta di danni e/o risarcimenti a carico del Gruppo da parte di terzi quali persone offese e/o danneggiate". In ogni caso, conclude Carige, "l'Emittente si riserva di esperire ogni azione a tutela dei propri diritti e interessi danneggiati dalle condotte lesive che dovessero emergere all'esito delle indagini penali in corso".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata