Camusso: Non è intervenendo su regole che si crea lavoro. Art. 18 non è diversivo

Firenze, 22 set. (LaPresse) - "Non definirei mai il dibattito sull'articolo 18 un diversivo, così come trovo strano il fatto che alcuni lo definiscano un simbolo, nel senso che è una concreta condizione dei diritti dei lavoratori per cui merita grande rispetto". Lo ha detto la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, a margine di un seminario all'Università di Firenze, commentando il valore reale del dibattito sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, messo in discussione dal governo. "Dopodiché sono assolutamente convinta - ha aggiunto - che non è comprensibile perché un paese che dovrebbe fare scelte di politica economica e di creazione di lavoro per l'ennesima volta si concentri solamente sui temi del mercato del lavoro".

"Tutti gli anni della crisi, e tutti quelli prima, ce lo dicono: non è intervenendo sulle regole del lavoro che tu determini occupazione" ha sottolineato la segretaria della Cgil aggiungendo che "Anche oggi i dati della produzione industriale ci dicono che non stiamo bene, che siamo un Paese che ha un segnale pesantissimo che è quello della deflazione - ha proseguito - credo che il vero tema sia perché non si sta discutendo come si crea lavoro, e come si esce da questa partita".

Inoltre, Camusso ha detto: "Continuiamo a essere molto stupiti che il Governo non ponga come priorità che cosa fare visto che siamo un paese che continua ad essere in recessione" ha aggiunto Camusso proseguendo: "Penso che anche in questa occasione, come per governi precedenti, di fronte al non avere scelte che determinino la creazione di posti di lavoro e che superino la precarietà determinata dalle leggi del nostro paese, si preferisca costruire un dibattito di questo tipo".

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