Brexit, Padoan: Per Ue rischio disintegrazione
Il ministro: "L'Europa non si occupi solo di banche"

Roma, 25 giu. (LaPresse) - "C'è un cocktail di fattori che potrebbe portare a varie soluzioni, compresa un'ulteriore spinta alla disintegrazione". In un'intervista al Corriere della Sera il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, commenta  i contraccolpi  del voto britannico.

"L'impensabile sta avvenendo. Si e' avviata una doppia reazione a Brexit, finanziaria e politica. Ma la reazione finanziaria, almeno finora, e' limitata. Mi preoccupa di piu' quella politica", dice il ministro per cui il crollo delle borse è "conseguenze dalle dimensioni compatibili con il funzionamento del mercato, sia pure sotto choc".

"Merita- aggiunge  altrettanta attenzione la reazione politica. Si levano voci dall'Olanda e da altri Paesi del Nord, oltre ovviamente a Marine Le Pen in Francia, che chiedono altri referendum per uscire dall'Europa". Per Padoan "la tendenza a pensare che le soluzioni nazionali funzionino meglio di quelle europee" e' giustificata in parte "dall'inadeguatezza delle istituzioni europee", "Ecofinì compreso", dove "prevale un atteggiamento quasi di 'business as usual': avanti come sempre. Ma la situazione che viviamo e' eccezionale. Dobbiamo ripensare le grandi priorità".

E' il momento "di rilanciarla e di cambiarla", "l'Europa - dice il ministro - non può occuparsi solo di banche. Le stiamo stabilizzando, continueremo a farlo; ma dobbiamo occuparci anche dei cittadini. Perche' qui c'e' un problema di consenso sociale diffuso: bisogna che i cittadini ricomincino a pensare che l'Europa sia una buona idea".

Sul referendum costituzionale italiano, Padoan  dice che "in Italia il modo per battere il No e' spiegare perche' si fanno le riforme". "Mi impegno e mi impegnero' a far si' che gli italiani le approvino", aggiunge.

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