Bpm: Nicola Rossi eletto presidente del consiglio sorveglianza
L'ad Castagna: "Non è ancora deciso nulla sullo scorporo di Bpm spa"

Si è conclusa l'assemblea degli azionisti di Bpm. Il presidente Dino Piero Giarda, prima di chiudere i lavori, ha reso noto l'esito della votazione per il rinnovo del consiglio di sorveglianza di piazza Meda. Ad imporsi con 3356 preferenze e guadagnando 11 posti nel cds, la lista capeggiata da Nicola Rossi dei soci dipendenti e pensionati, che era composta da 12 nomi, tra cui alcuni consiglieri uscenti come i due vicepresidente Mauro Paoloni e Marcello Priori, che sono anche stati rieletti. Confermati anche Alberto Balestreri, Angelo Busani e Maria Luisa Mosconi. Le new entry sono: Carlo Bellavite Pellegrini; Paola Galbiati; Manuela Soffientini, Daniela Venanzi ed Emanuele Cusa. Escluso Alberto Bernardinello. Al secondo posto la lista di Piero Lonardi, storico rappresentante dei soci non dipendenti 1.231 voti e 4 posti in Cds.

Erano 15 nomi della lista, con la presenza dei consiglieri uscenti Roberto Fusilli, confermato, e Emilio Luigi Cherubini, non confermato. Sono state elette infatti Mariella Piantoni e Mara Barbara Bergamaschi per rispettare le quote di genere. Esclusi Dorino Mario Agliardi, Luigi Reale, Ezio Maria Reggiani, Luca Vittorio Cividini, Elena Cefis, Alessandra Teso Bianchi, Giuseppe Manganelli, Maurizio Pisati e Simona Bonomelli. Infine 276 voti infine sono andati alla terza lista che era riconducibile a Raffaele Mincione, azionista con il 5,7% della banca attraverso Athena Capital che aveva diritto a due posti nel Cds. Eletti Massimo Catizone e Ezio Simonelli, esclusi Michele Cerqua, Nicolino Cavalluzzo, Cristina Amato, Monica Schiraldi, Marina Del Bue e Elisabetta Bani. Infine, per quanto riguarda il rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, previsto da statuto, il candidato è il consigliere uscente Carlo Frascarolo.

CASTAGNA: NULLA DECISO SU SCORPORO. In merito all'eventuale scorporo di alcune attività comprendenti gli sportelli Bpm delle province di Milano, Monza e Brianza, Como, Lecco e Varese, inserita nel progetto di fusione con Banco Popolare, l'a.d. Giuseppe Castagna, al termine dell'assemblea degli azionisti di piazza Meda, ha mischiato le carte: "Non è ancora deciso nulla. Avevamo un compito, quello di portare avanti la Bpm spa. Ma oggi la situazione è differente, in parte per volere della Bce, ma anche per il ruolo differente di Bpm, che ora si siede alla pari con chiunque al tavolo delle trattative, anche con il Banco Popolare. Nei mesi che ci separano dalla fusione, avremo modo di analizzare con calma le varie opzioni". Castagna ha poi precisato che, in merito allo scorporto "derivava dal fatto che eravamo i più piccoli tra le popolari, e stando ai timori della base dei soci potevamo rimanere offuscati. Oggi invece è all'evidenza di tutti, che anche nella più pessimistica delle opzioni, Bpm è integrante nel progetto di fusione".
 

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